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"Hillary pronta a gettare la spugna"
Ma lo staff della senatrice smentisce

Primarie in Montana e South Dakota, Barack a un passo dalla nomination. Secondo il sito della Cnn, nel suo discorso a New York la Clinton ammetterà ufficialmente la sconfitta Commenta

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gli sfidanti: barak Obama e Hillary clinton New York, 3 giugno 2008 - Hillary Clinton ammetterà ufficialmente che il suo rivale Barack Obama ha un numero sufficiente di delegati per vincere la nomination democratica. Lo hanno riferito fonti della sua campagna per le primarie. La senatrice lo dirà nel corso del suo discorso da New York al termine delle ultime due primarie in Montana e Dakota del Sud. La notizia, rilanciata dal sito della Cnn, è stata subito smentita dallo staff della senatrice: "La notizia non è corretta", ha riferito un comunicato dello staff dell'ex First Lady, «la senatrice non riconoscerà la nomination di Obama questa sera». «Assolutamente no», ha affermato il presidente della campagna elettorale di Hillary, Terry McAuliffe, interrogato dalla Cnn sulla notizia di un imminente discorso di resa.
 

«Non è affatto di questo che la senatrice Clinton parlerà questa sera - ha spiegato McAuliffe - parlerà dei 18 milioni di voti che ha ricevuto e di tutte le questioni che sono importanti per lei». «Le ho parlato anche oggi e no, nessuno ha i numeri per ottenere la nomination democratica», ha insistito.
In precedenza lo stesso McAuliffe aveva affermato che Hillary avrebbe ammesso la sconfitta se Obama avesse superato quota 2.118 voti per la convention, un traguardo possibile con nuovi «endorsement» dai superdelegati. «Se il senatore Obama avrà i numeri, credo che Hillary si congratulerà con lui e riconoscerà la sua nomination», aveva dichiarato.
 

Secondo quanto riferito dalla Cnn, che citava le dichiarazioni di due alti dirigenti del Partito democratico raccolte dall'Associated Press, nella serata di martedì o al più tardi mercoledì mattina Hillary avrebbe riconosciuto che il suo rivale ha ottenuto un numero di delegati sufficiente per la nomination democratica. Altre fonti vicine alla senatrice di New York hanno riferito che sarebbe pronta a riconoscere la sconfitta e ad accettare un'offerta di correre come per la vicepresidenza, se Obama glielo proporrà.
Indiscrezioni alimentate dallo stesso marito, Bill, il quale ha affermato che questo martedì in cui si vota per le primarie in Montane e South Dakota, «potrebbe essere l'ultimo giorno» in cui è coinvolto «in una campagna di questo genere».
 

 

LE PRIMARIE IN MONTANA E SOUTH DAKOTA

Urne aperte in Montana e South Dakota per le ultime due primarie democratiche che dovrebbero assicurare la nomination a Barack Obama. In palio ci sono 31 delegati e al senatore dell'Illinois ne mancano appena 40 per essere sicuro che ad agosto la convention di Denver lo designerà a sfidare John McCain nelle presidenziali di novembre. Il traguardo potrebbe essere raggiunto anche grazie agli «endorsement» di alcuni dei 200 superdelegati che non si sono ancora schierati.


Un primo «endorsement» è arrivato dall'influente superdelegato
afroamericano della South Carolina, James Clyburn, numero tre del Partito democratico alla Camera dei rappresentanti. Per Clyburn, Obama «ha elevato il nostro partito e ha dato energia al Paese, coinvolgendo nel processo i nuovi elettori, quelli giovani e quelli più vecchi, assetati di una nuova visione per il nostro Paese».


Clyburn ha espresso l'auspicio che altri superdelegati annuncino a brevissimo termine il loro sostegno a Obama. E lo stesso Obama dal Michigan ha affermato che «molti superdelegati aspettano solo l'esito delle ultime due primarie per schierarsi e dopo il voto lo faranno in tempi molto rapidi».


Intanto il presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton, Terry McAuliffe, ha fatto capire che l'ex First Lady potrebbe rinunciare dopo i risultati del Montana e del South Dakota: «Hillary ha messo il cuore e l'anima in questa campagna, oggi si decide e vediamo quali sono i numeri». Ma la Clinton non è apparsa affatto rassegnata in un comizio in South Dakota, dove ha dichiarato che le ultime due primarie segnano «l'inizio di una nuova fase della campagna» in cui l'ultima parola spetterà ai superdelegati. «Dedicherò i prossimi giorni a spiegare loro le mie ragioni», ha promesso.
 

  • 03/06/2008 18:19
    mikele
    .......speriamo che hilary molli al più presto. meglio obama di lei....e di certo meglio del candidato repubblicano.... cara hilary alle volte la miglior vittoria è saper accettare le sconfitte......fattene una ragione e contemporaneamente fatti da parte.
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