Si è proclamato "il candidato dei democratici a presidente degli Stati Uniti", ha ricevuto le congratulazioni del presidente Bush e del segretario di Stato Rice. Ha annunciato che si impegnerà a eliminare la minaccia di Teheran
New York, 4 giugno 2008 - Barack Obama si è proclamato ufficialmente "il candidato dei democratici a presidente degli Stati Uniti", ha ricevuto le congratulazioni del presidente George W. Bush e del segretario di Stato Condoleezza Rice ma non ha ancora una dichiarazione di resa da Hillary Clinton che ora punta a fare la sua vice.
Dopo la chiusura dei seggi per le primarie in Montana (dove ha vinto) e South Dakota (dove è stato battuto dall'ex First Lady), il primo afroamericano ad approdare al duello finale per la Casa Bianca ha parlato di "un giorno nuovo e migliore in America". Il discorso è stato pronunciato significativamente a St. Paul, in Minnesota, nel centro congressi che a settembre ospiterà la convention repubblicana e l'incoronazione del suo rivale John McCain.
Obama ha concesso l'onore delle armi a Hillary: "ha fatto la storia in questa campagna, non solo perchè è una donna che ha fatto ciò che nessun'altra donna ha fatto prima, ma perchè è una leader che ispira milioni di americani". Poi ha sferrato un attacco a Mc Cain: "Ci sono molte parole per descrivere il suo tentativo di cancellare il legame con le politiche di George Bush e di farsi passare per bipartisan e nuovo, ma 'cambiamentò non è una di quelle parole".
Da Hillary non è però arrivata la resa. In lunghissimo discorso da New York, l'ex First Lady si è limitata ad annunciare: "Non prenderò alcuna decisione questa notte, nei prossimi giorni consulterò il partito per decidere cosa fare, con l'interesse del partito al primo posto e l'obiettivo di restituire ai democratici la Casa Bianca". Hillary ha invitato i suoi sostenitori a scrivere al suo blog per indicare come vorrebbero che si comportasse, ma intanto ha ribadito di sentirsi il candidato più forte per battere McCain: "Diciotto milioni di persone hanno votato per me", ha ricordato.
Da New Orleans McCain, dall'alto della sua candidatura conquistata ormai 4 mesi, ha riconosciuto che Obama sarà un "formidabile rivale", che lui è "pronto a sfidare". "È un uomo che colpisce, che fa una magnifica prima impressione ma gli manca la volontà di fare scelte difficili, di sfidare il suo Partito, di rischiare le critiche", ha sottolineato.
Obama, con la nomination democratica in tasca, ha annunciato che da presidente si impegnerà a "eliminare" la "minaccia" che il programma nucleare iraniano rappresenta per Israele e il Medio Oriente. Lo ha dichiarato davanti alla platea dell'associazione israelo-iraniana. "Non c'è più grande minaccia per Israele o per la pace o per la stabilità della regione dell'Iran", ha detto Obama, aggiungendo che, "Il pericolo posto dall'Iran è così serio e reale che il mio obiettivo sarà eliminare questa minaccia".
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