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DOPO IL CICLONE

Navi Usa respinte dal regime birmano:
fanno dietrofront cariche di aiuti

La giunta militare ha rifiutato il permesso di sbarcare: respinte ben 15 richieste di autorizzazione. Il regime teme una invasione americana per impadronirsi dei depositi di petrolio del paese

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La Birmania devastata dal ciclone Nargis Rangoon, 4 giugno 2008 - L'esercito americano ha ordinato oggi alle sue navi cariche di derrate e di equipaggiamenti di aiuto umanitario in attesa al largo delle coste birmane di levare l'ancora dopo che la giunta militare ha rifiutato il permesso di sbarcare per portare soccorso alle vittime del ciclone Nargis.


Il comandante in capo per il Pacifico, l'ammiraglio Timothy Keating, ha dato l'ordine all'Uss Essex e alle navi che l'accompagnano di lasciare domani le acque birmane dopo che sono state respinte dal governo birmano quindici richieste di autorizzazione.


I media statali birmani hanno riferito che la giunta militare teme una invasione americana per impadronirsi dei depositi di petrolio del paese. La giunta vieta anche agli elicotteri militari dei paesi vicini ed amici di posarsi sul suolo birmano.
Un mese dopo il devastante passaggio del ciclone Nargis, le Nazioni Unite ritengono che oltre un milione di birmani non ha ancora ricevuto alcun aiuto d'emergenza.

  • 04/06/2008 09:40
    sam
    l'islam fa il gioco duro e continua la sua guerra anche sulla pelle dei disgraziati!
  • 04/06/2008 10:24
    gabriele
    mica scemi il regime birmano, sono sicuro che va' a fini come in iraq, falli accomodare gli americani.... la brutta cosa e' che quella gente ha bisogno di tutto, ci vorranno anni per tornare quasi alla normalita'.
  • 04/06/2008 11:00
    alberto
    Qualcuno diceva: Ogni popolo ha il governo che si merita
  • 04/06/2008 13:56
    alien
    come mai nessuno manifesta come per il Tibet povero ed indifeso? i birmani non interessano a nessuno?
  • 04/06/2008 14:27
    axel
    Non vogliono gli aiuti? che le navi facciano rotta per i paesi poveri africani. Dispiace solo che i dirigenti del regime birmano non muoiono di fame mentre il loro popolo si.
  • 04/06/2008 17:25
    Lorenza
    A questo punto dovrebe essere una questione di cui farsi carico per la commissione dei diritti umani dell'ONU, se questa non fosse così impegnata a impicciarsi degli affari nostri. Non so adesso chi sia il paese che presiede questa commissione, so di certo che da qualche anno a questa parte si sono succedute alla sua presidenza prima la Libia e poi la Siria, veri campioni nel campo dei diritti, e che per un certo periodo gli USA furono addirittura estromessi!. Certamente a guardare queste cose viene voglia di non aiutare più nessuno che non siano gli abitanti della propria nazione, considerato che la Birmania, come tanti altri paesi poco liberi e democratici, è piena di risorsw naturali: che si costringano quei regimi a sborsare per i loro cittadini.
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