Razzi, fumogeni e pietre contro i palazzi della commissione europea, cassonetti bruciati per le strade. Il commissariato alla pesca: "La crisi è immediata, ma le soluzioni sono solo a medio termine. No agli aiuti di Stato"
Bruxelles, 4 giugno 2008 - Alla fine, anche se i pescatori venuti a manifestare a Bruxelles contro il caro petrolio, non erano molti, è esplosa la rabbia e non sono mancate le cariche della polizia. Una delegazione di pescatori ha incontrato non il commissario europeo alla pesca, Joe Borg che oggi è a Riga, ma alcuni membri del suo gabinetto.
La risposta non è stata incoraggiante secondo quanto ha riferito in sala stampa la portavoce responsabile della pesca: "non c'è soluzione immediata anche se la crisi è immediata. Le soluzioni sono a medio termine, e la commissione europea incoraggia i stati membri ad intervenire ricorrendo al fondo europeo per la pesca. Non sono invece possibili gli aiuti di Stato".
Mentre ancora andava avanti il dialogo nei piani alti di Palazzo Berlaymont, sede della commissione europea, i manifestanti lanciavano razzi, fumogeni e pietre infrangendo alcuni vetri di uno dei palazzi del consiglio. E a quel punto è scattata la polizia, da questa mattina con poliziotti a cavallo, cavalli di Frisia intorno alle istituzioni, elicotteri, ed idranti con i quali hanno spinto i pochi manifestanti più lontano dalle istituzioni, separandoli anche ad aere diverse.
Alcuni di loro, per la verità una minoranza, risalendo la Rue de la Loi che porta al centro, ed appositamente chiusa al traffico, hanno incendiato cassonetti, divelto delle pattumiere, e delle pietre che pavimentavano il marciapiede, per lanciarle sulle finestre del palazzo della direzione generale agricoltura della commissione europea con su scritto 'Agricoltura ti amo'.
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