"Il cibo non può essere usato come strumento di pressione politica ed economica", si legge nel documento. Oltre 8 i miliardi di dollari dai diversi Paesi per rispondere alla crisi alimentare
Roma, 5 giugno 2008 - Il testo della dichiarazione finale del vertice Fao è stato adottato per acclamazione dall'assemblea plenaria e contiene gli allegati critici di Argentina, Cuba e Venezuela.
"Ribadiamo che il cibo non può essere usato come strumento di pressione politica ed economica". La dichiarazione finale del vertice Fao si apre con un documento programmatico e di principi che mette in chiaro come nessun Paese possa utilizzare il cibo per rafforzare il suo potere, sia in campo politico sia in campo economico. Allo stesso modo, nella dichiarazione finale si definisce senza mezzi termini "inaccettabile" che "862 milioni di persone nel mondo siano ancora oggi denutrite".
La dichiarazione affronta anche i temi caldi del vertice. Sul commercio agricolo, che è stato il tema su cui sono sorti i maggiori problemi durante la trattativa (soprattutto per le eccezioni sollevate da Argentina, Cuba e Bolivia), si afferma che "si deve ridurre al minimo l'uso di misure restrittive che possano aumentare la volatilità dei prezzi sui mercati internazionali".
Il tema dei biocarburanti: "È essenziale indirizzare le sfide e le opportunità che il biofuel offre verso la sicurezza alimentare mondiale, l'energia e le esigenze di sviluppo sostenibile. Siamo convinti che siano necessari studi approfonditi per assicurare che produzione e uso di biocaruranti siano sostenibili e tengano conto della necessità di raggiungere e mantenere la sicurezza alimentare globale".
Sono stati più di 8 i miliardi di dollari donati dai diversi Paesi per rispondere quest'anno alla crisi alimentare. La Banca africana per lo Sviluppo ha donato 1 miliardo di dollari, il Giappone 150 milioni, Kuwait 100 milioni, Paesi Bassi 75 milioni, Nuova Zelanda 7,5 milioni, Spagna 773 milioni, Gran Bretagna 590 milioni, Venezuela 100 milioni, l'Onu 100 milioni, la Banca mondiale 1,2 miliardi, la Banca islamica di sviluppo 1,5 miliardi, gli Usa 1 miliardo, la Francia 1 miliardo.
"Questi contributi annunciati sono un impegno reale della comunità internazionale per cominciare a lottare contro la fame nel mondo", ha detto Jacques Diouf, direttore generale della Fao nella dichiarazione finale del vertice di Roma sulla sicurezza alimentare, clima e biofuel. "Questi contributi vanno ben oltre le nostre aspettative, ma questo è solo l'inizio, dobbiamo andare avanti".
FRATTINI
Al vertice della Fao sulla sicurezza alimentare è mancata "quella coesione unanime di tutti gli attori, grandi e piccoli del mondo, che sarebbe stata necessaria". E' il giudizio che traccia Franco Frattini sul summit dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, appena concluso a Roma.
"Ci sono delle grandi declamazioni, delle affermazioni di principio", ha dichiarato il ministro degli Esteri, in un'intervista rilasciata a Sky Tg24, Ma "non ho sentito quella coesione unanime di tutti gli attori, grandi e piccoli del mondo, che sarebbe stata necessaria. Ci sono sì alcune iniziative concrete, ma ci sono state divisioni, punti di vista ancora lontani su alcune grandi strategie pratiche. Come utilizzare i biocarburanti, come promuovere un'agricoltura che sia rispettosa dell'ambiente: ci sono ricette che ancora divergono molto".
Il titolare della Farnesina si è sforzato di trovare i lati positivi del vertice. "Una cosa è importante, per essere ottimista. Il solo fatto che questo summit si sia tenuto, è un fatto positivo", ha spiegato, "Grandi e piccoli Paesi nel mondo, ricchi e poveri, hanno detto tutti quanti: siamo dinanzi a una situazione drammatica".
Il tema dell'alimentazione sarà inoltre al centro del G8 sotto presidenza italiana. Lo prepareremo, ha annunciato Frattini, "con tutti gli attori globali", non solo i Paesi che fanno parte dell'organizzazione. "E' un po' una novità", ha aggiunto. Saranno coinvolti, ha puntualizzato il capo della diplomazia italiana, Brasile e Messico per il continente latino americano, India e Cina per l'Asia, e, per quanto concerne l'Africa, oltre al Sudafrica l'Egitto rappresenterà il mondo arabo. "Con questi grandi attori", ha aggiunto, "noi ragioneremo".
Frattini ha poi individuato la necessità di sottolineare "con grande chiarezza ci sono degli attori multinazionali, grandissime imprese come quelle petrolifere, che con il prezzo del greggio che cresce stanno facendo enormi guadagni". E' possibile - si è chiesto - "che non paghino nulla, nemmeno una piccola parte di questi enormi guadagni, per aiutare quelli che muoiono fame? Queste grandi multinazionali del petrolio dovrebbero forse mettersi una mano sulla coscienza".
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