Lo Stato americano chiede scusa ai propri 'aborigeni' per aver strappato i loro piccoli dalle loro famiglie per essere portati in appositi collegi statali, con lo scopo di favorirne l'integrazione
Washington, 12 giugno 2008 - Storiche scuse di Stato del Canada agli indiani nativi. Il primo ministro Stephen Harper si è scusato ufficialmente con un discorso in Parlamento per i terribili abusi compiuti su centinaia di migliaia di aborigeni dall'inizio del XIX secolo fino al 1996.
Una decina di anni fa, il governo ammise che in alcune scuole e in alcuni pensionati erano state compiute violenze nei confronti di bambini figli di indigeni. Ne seguì un'inchiesta che ha portato ad accertare abusi fisici e sessuali in almeno 132 scuole del Canada, nelle quali sono rimasti vittime di violenze almeno 150mila bambini delle cosiddette Prime Nazioni (Inuit e Meticci). Si stima che circa la metà di loro morirono di malattie e malnutrizione, mentre molti ex alunni hanno denunciato abusi psicologici, fisici e anche sessuali. Questi bambini erano stati strappati a forza alle loro famiglie per essere integrati a forza alla popolazione canadese.
Due anni fa il governo ha concesso un risarcimento di 1,9 miliardi di dollari agli ex alunni. Oggi il Canada chiede ufficialmente scusa, con una dichiarazione solenne fatta dal suo primo ministro davanti al Parlamento.
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