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MOGADISCIO

Colpi di mortaio all'aeroporto
Il presidente Yussuf era appena partito

Il presidente della Repubblica Abdullahi Yusuf era appena decollato alla volta di Addis Abeba. E' opera dei ribelli islamici che dieci giorni fa avevano compiuto un analogo attacco colpendo l'aereo del presidente

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Mogadiscio, 12 giugno 2008 - Attacco all'aeroporto di Mogadiscio. Secondo ogni evidenza è opera dei ribelli islamici che stamane hanno sferrato una gragnuola di colpi di mortaio. Il presidente della Repubblica Abdullahi Yusuf era appena decollato alla volta di Addis Abeba. I ribelli avevano compiuto un attacco analogo dieci giorni fa, colpendo l'aereo che avrebbe dovuto portare Yusuf a Gibuti, dove poi è stata raggiunta un'intesa di rilievo tra Governo Federale di Transizione somala (Tfg) ed opposizione, raccolta nel Ars. Il presidente aveva poi dovuto raggiungere la conferenza con un aereo dell'Onu.
 

Nonostante l'intesa raggiunta i combattimenti continuano incessanti a Mogadiscio e anche oggi ci sono stati diversi morti. Da venerdì scorso se ne contano almeno una cinquantina in Somalia, bilancio tutto sommato non  più pesante di quello che si registra mediamente. Si temeva un colpo di coda terroristico molto più drammatico, che per ora non sembra essere ancora arrivato.
 

L'accordo di Gibuti di fatto è stato respinto sia dall'ala intransigente dell'Ars (emarginata dalla leadership), sia dalla maggioranza degli insorti, fortemente radicata sul territorio e ritenuta legata ad al Qaida, di cui i capi politici e militari sarebbero storici esponenti. L'intesa prevede, tra l'altro, una tregua delle armi di 90 giorni (rinnovabili) da attuare entro 30 giorni, anche se resta da vedere quanto Tfg e Ars riusciranno ad imporla; stabilisce inoltre che le truppe etiopiche lascino la Somalia entro 120 giorni dal momento in cui, sotto l'egida dell'Onu, truppe di interposizione internazionali, non provenienti da Paesi confinanti, saranno schierate.










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