Il premier britannico vuole fare da traino per costruire mille nuove centrali nel mondo, ma vuole anche aumentare del 700% l'energia da fonti rinnovabili. "La posizione degli antinuclearisti porterebbe a una maggiore povertà del pianeta"
Roma, 13 giugno 2008 - Gordon Brown vuole che la Gran Bretagna svolga un ruolo di traino nella corsa alla costruzione di mille nuove centrali nucleari nel mondo, l'unica strada per porre fine alla "dipendenza globale da greggio".
Il primo ministro britannico, che la prossima settimana si recherà in Arabia saudita per un summit d'emergenza sulla crisi petrolifera, sostiene che l'Africa, nonostante il rischio terrorismo, debba costruire centrali nucleari per andare incontro alla crescente domanda di energia.
Il premier laburista, scrive oggi l'Independent, ha assicurato che entro la fine del mese il governo renderà noti i suoi progetti per giungere a un aumento del 700% di energia elettrica da fonti rinnovabili, come impianti eolici, solari e biomassa.
Ma ha anche sottolineato come il nucleare debba necessariamente svolgere un ruolo crescente tra le fonti di approvvigionamento del paese.
Il premier ha poi puntato il dito contro gli antinuclearisti, poichè la loro posizione porterebbe a una accelerazione dei cambiamenti climatici, a maggiore povertà sul pianeta, nonché a maggiori rischi di catastrofi ambientali per i paesi in via di sviluppo.
Nessun premier britannico dai tempi di Margaret Thatcher, commenta l'Independent, aveva speso parole di tale entusiasmo per l'energia nucleare.
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