La stragrande maggioranza ha votato no al referendum per la ratifica. Delusione del ministro della giustizia, Dermont Ahern. Calderoli esulta: "Popoli più saggi dei governi". Gli altri Stati decisi a 'isolare' Dublino
Dublino, 13 giugno 2008 - È ufficiale: l'Irlanda ha bocciato il Trattato di Lisbona. Il 53,4 per cento dei cittadini ha votato no al referendum, mentre i sì sono stati il 46,6 per cento. È stata l'emittente Rte a diffondere i dati finali della consultazione.
I timori della vigilia si sono avverati. Gli irlandesi hanno bocciato il trattato di Lisbona per la riforma dell'Unione europea. Stando ai risultati preliminari del referendum tenutosi ieri, la stragrande maggioranza ha votato no. A prenderne atto per primo con "delusione" è stato il ministero della Giustizia, Dermot Ahern, il quale ha sottolineato che "alla fine il popolo si è espresso così".
In Italia le anticipazioni sul voto irlandese sono arrivate mentre era in corso il Consiglio dei ministri presieduto da Silvio Berlusconi, il quale ha espresso preoccupazione per il risultato che si sta profilando. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha parlato di una verifica "il più presto possibile".
Il ministro per la Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli, ha affermato: "La verità è che non si può andare avanti su questa strada, i popoli hanno dimostrato ancora una volta più saggezza dei governi".
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, poco prima che arrivessero i primi risultati da Dublino, aveva detto: "Se lo dovessero bocciare ci troveremmo in una situazione di crisi delle istituzione europee senza precedenti".
Il ministro francese per i Rapporti con l'Europa, Jean-Pierre Jouyet, ha ipotizzato una soluzione giuridica: "La cosa più importante è che il processo di ratifica prosegua negli altri Paesi. Successivamente si potrà vedere con gli irlandesi che tipo di soluzione legale si potrà trovare. Non possiamo tenere fuori dall'Europa un Paese che ci sta tra 35 anni. Ma possiamo trovare strumenti specifici di cooperazione".
Il no dell'Irlanda sarà un grosso grattacapo per la Francia che rileverà la presidenza di turno dell'Ue il primo luglio. Per il premier polacco, Donald Tusk, l'Irlanda riuscirà comunque ad approvare la Costituzione europea: "Troverà certamente un modo per ratificare questo trattato".
Il portavoce della Commissione europea, Johannes Laitenberger, ha rilasciato una dichiarazione interlocutoria: "La Commissione europea ha fatto tutto ciò che poteva e doveva durante la negoziazione e la ratifica del Trattato Ue. Fino a quando non avremo i risultati definitivi non ci esprimeremo. Comunque è bene ricordare che il trattato non è stato scritto dalla Commissione nè imposto ai Paesi europei. Lo hanno elaborato gli Stati membri per le istituzioni europee".
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