Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
LA MINACCIA

L'Iran avverte: "Se Israele ci colpisce sarà distrutto"
Frattini: "L'ipotesi di un attaco? Sarebbe una catastrofe"

Sale la tensione sull'ipotesi di un attacco preventivo per bloccare il programma nucleare di Teheran. Il nostro ministro degli esteri: "Su nuove sanzioni faremo la nostra parte"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

franco Frattini Berlino, 17 giugno 2008 - "Una catastrofe". Così il ministro degli esteri, Franco Frattini, definisce l'ipotesi che degli aerei israeliani possano attaccare preventivamente delle postazioni iraniane per bloccare il programma nucleare di Teheran, circolate in questi giorni sulla stampa internazionale.


"L'idea di uno strike aereo israeliano sarebbe una catastrofe", ha spiegato Frattini al termine di un colloquio con il suo omologo tedesco, Frank Walter Steinmeier. "Non è la risposta che vogliamo" ma bisogna tener conto del sentimento di accerchiamento di Israele. "Pur ritenendo una catastrofe questa ipotesi non possiamo rimanere inerti", ha concluso Frattini.

 

LA MINACCIA IRANIANA

Ogni nemico che cercasse di attaccare l'Iran ''sara' distrutto'', e cio' sara' ''una lezione storica''. Lo ha detto oggi il generale Hassan Firuzabadi, capo del quartier generale congiunto delle forze armate, commentando le voci di un eventuale attacco da parte di Israele agli impianti nucleari della Repubblica islamica.
''Mostreremo le nostre capacita' militari al momento opportuno'', ha aggiunto Firuzabadi, citato dall'agenzia Fars. ''Le recenti minacce dei dirigenti del regime sionista all'Iran - ha detto ancora il comandante delle forze armate iraniane - traggono origine dai loro numerosi fallimenti''. Secondo Firuzabadi, anche gli Stati Uniti, dopo avere attaccato l'Afghanistan e l'Iraq, ''intendevano fare lo stesso con l'Iran'', ma ''la coraggiosa nazione, la Guida vigile e le potenti forze armate hanno annullato questi complotti''.
 

NUOVE SANZIONI

Nel caso in cui la comunità internazionale decida nuove sanzioni contro l'Iran nello scontro sul programma nucleare portato avanti da Teheran, bisognerà tornare al Consiglio di sicurezza e non è esclusa la possibilità di misure in campo bancario. Ne è convinto il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenuto oggi a Berlino al nono Forum di dialogo tra Europa ed Israele organizzato dalla casa editrice tedesca, Axel Springer.


"Se si va ad una strada di sanzioni deve essere una strada per la quale si torna al Consiglio di sicurezza", ha sostenuto Frattini. "Faremo la nostra parte; l'Italia non resterà isolata se saranno decise anche delle sanzioni di congelamento bancario", ha proseguito il numero uno della Farnesina. "Possiamo immaginare azioni unilaterali di isolamento bancario" ma dovranno essere decise da tutti in Consiglio di sicurezza.


Al termine di un incontro con il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, Frattini ha anche spiegato che c'è convergenza di vedute tra Roma e Berlino sulla possibilità che gruppi imprenditoriali importanti, anche italiani, "avendo una conoscenza approfondita del terreno possano usare tali relazioni economiche per far passare un messaggio utile alla causa europea".
 

Il 5+1

In attesa che l'Iran risponda alle proposte presentate dal responsabile Ue per la Politica estera, Javier Solana, l'Italia preferisce puntare sulla sostanza piuttosto che sulle formule. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Preferisco condividere un risultato positivo piuttosto che impegnarmi in un difficile esercizio delle formule", ha spiegato Frattini. Tale posizione comunque, ha sottolineato Frattini, non equivale a una rinuncia dell'Italia a un ingresso al 5+1 (il gruppo dei cinque membri permanente nel Consiglio di sicurezza Ue più la Germania, che conduce le trattative sul nucleare iraniano). "Preferiamo lavorare sulla sostanza piuttosto che sulla formula ma confermiamo la presenza italiana nel 5+1 a livello di esperti".
"Attendiamo in questi giorni la risposta di Teheran", che ancora non è arrivata.
 










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

la bambola di barack obama

Anche Barack Obama
diventa una bambola

Dopo Papa Benedetto XVI e la "cancelliera" Angela Merkel, anche il candidato presidente democratico diventa una bambola per i fans più accaniti. E' alta 36 cm ed è in vendita su internet

LEGGI LA NOTIZIA