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EX BIRMANIA

Lettera aperta di Brown e Sarkozy
"Liberate il premio Nobel Suu Kyi"

I leader di Gran bretagna e Francia hanno scritto una lettera  in occasione del 63esimo compleanno della leader birmana che ha trascorso 12 degli ultimi 18 anni agli arresti domiciliari

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Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione birmana e premio Nobel per le Pace Londra, 19 giugno 2008 - In occasione del 63esimo compleanno della leader birmana Aung San Suu Kyi, il premier britannico Gordon Brown e il Presidente francese Nicolas Sarkozy hanno lanciato un nuovo appello alla giunta militare al potere in Birmania per il suo rilascio, tramite una lettera rivolta direttamente al premio Nobel per la pace, che ha trascorso 12 degli ultimi 18 anni agli arresti domiciliari; il 27 maggio scorso i militari hanno prolungato di altri 12 mesi il suo stato di detenzione.


"Lei ha sacrificato la sua libertà per la libertà degli altri - scrivono Brown e Sarkozy in una lettera aperta congiunta - ha mostrato un coraggio eccezionale e dedizione per il suo popolo. E' essenziale che lei venga rimessa in libertà dagli arresti domiciliari per poi partecipare al futuro politico birmano".

 

I due leader si sono incontrati oggi a Parigi, prima di partecipare al Consiglio europeo di Bruxelles. Nella missiva, Brown e Sarkozy criticano anche la risposta della giunta militare al passaggio del ciclone Nargis, il 3 maggio scorso, che ha fatto oltre 78.000 morti e 56.000 dispersi. I due leader lamentano come il popolo birmano, "già spogliato delle libertà fondamentali e delle opportunità economiche, sia rimasto vittima di un grande disastro naturale" e affermano di essere rimasti "profondamenti scioccati" dal rifiuto opposto dalla giunta agli "aiuti internazionali offerti immediatamente e senza condizioni".


Brown e Sarkozy criticano infine la decisione della giunta di tenere comunque il referendum sulla nuova Carta costituzionale: "Noi riteniamo che il recente referendum manchi di credibilità, non riflettendo la volontà popolare, e che la nuova costituzione non possa garantire una solida base per il futuro sviluppo politico della Birmania".

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