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SICUREZZA

Vicino l'accordo tra Usa e Ue
per scambio di dati personali

Secondo il New York Times si è vicini alla convenzione che permetterà alle autorità statunitensi di aver accesso a dati personali sui viaggiatori provenienti dall'altra parte dell'Atlantico, come transazioni con carte di credito, viaggi precedenti

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controlli ai raggi x Washington, 28 giugno 2008  - Gli Stati Uniti e l'Europa si stanno avvicinando ad un accordo per permettere alle autorità statunitensi di aver accesso a dati personali su viaggiatori provenienti dall'altra parte dell'Atlantico, come transazioni con carte di credito, viaggi precedenti e modalità dell'uso d'Internet. Lo scrive oggi il New York times, che ha visionato un rapporto interno sul negoziato in corso.


A quanto si legge, i negoziatori delle due parti, che trattano dal febbraio 2007, hanno trovato un'ampia intesa sulla stesura di una bozza relativa alle 12 maggiori questioni centrali per un patto che permetterà ai governi europei e le società private di trasmettere dati personali agli Stati Uniti e vice versa.
 

Le due parti rimangono però divise su una mezza dozzina di questioni, la principale delle quali è la possibilità che i cittadini europei possano ricorrere alla giustizia americana per contestare la gestione dei loro dati privati, per esempio in caso d'inserimento erroeneo sulla lista delle persone che non possono entrare negli Stati Uniti.

L'accordo per lo scambio dei dati appare necessario per evitare alle compagnie che operano fra le due sponde dell'Atlantico di trovarsi di fronte a un conflitto fra due legislazioni diverse. Tuttavia non è facile conciliare le richieste americane con la maggiore tutela della privacy esistente in Europa.
 

Alcuni punti della bozza appaiono vaghi e potrebbero essere contestati dai difensori della privacy. Per esempio il fatto che le informazioni che rivelano razza, religione, opinioni politiche, salute e vita sessuale non devono essere usata dai governi "a meno che le leggi interne non prevedano adeguate salvaguardie", le quali non vengono però specificate.

L'obiettivo è trovare standard minimi comuni, come la limitazione dell'accesso ai dati alle sole "persone autorizzate" che abbiano un preciso motivo per consultarli.
 

Gli Stati Uniti puntano a raggiungere un'intesa entro la fine del mandato del presidente George Bush il 20 gennaio e per farlo vorrebbero evitare intese che comprendano cambiamenti legislativi, come il possibile ricorso alla giustizia americana per la gestione dei dati. Attualmente la legge limita questa possibilità ai soli cittadini americani.










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