Roma, 30 giugno 2008 - Sarebbero non meno di 320mila i soldati americani che saranno uccisi in Iran nel caso in cui il Pentagono decidesse di attaccare il Paese. Lo sostengono gli ayatollah di Teheran che ieri, tramite un loro generale hanno annunciato di avere dato ordine di scavare le fosse per i soldati nemici in attesa dell'aggressione militare che Usa e Israele minaccerebbero di sferrare.
Citato dall'agenzia di stampa Farsnews, il generale Mir Faisal Baqer Zadeh, presidente dell'Ente per la Salvaguardia del Patrimonio e la Sacra Difesa della rivoluzione islamica iraniana, ha detto che: "ciascuna delle province di confine del Paese scaverà tra le 15mila e 20mila tombe per raggiungere complessivamente il numero di 320mila".
La decisione è stata motivata dal generale, con la volontà della rivoluzione di rispettare "i paragrafi del trattato di Ginevra, il suo protocollo aggiuntivo e le leggi internazionali circa la collaborazione tra i governi e la Croce Rossa internazionale in tempi di guerra", spiegando che "si eseguiranno tutte le procedure necessarie per seppellire i soldati aggressori".
"La Rivoluzione islamica iraniana - ha proseguito - si atterrà ai principi di legalità e umanità", garantendo che "le operazioni di sepoltura avverranno in modo corretto e saranno eseguite da gruppi di volontariato popolare nelle zone di confine".
"Rapidità, prevenzione igenica e rispetto dell'ambiente", saranno tra le priorità "indispensabili", di questa iniziativa come sostiene il generale Zadeh che ha fatto appello a "tutte le componenti del popolo iraniano, soprattutto; gli operai, gli agricultori e i giovani" di collaborare con l'Ente per scavare le fosse dei soldati del nemico.
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