Nella capitale italiana c'è la proposta di intitolare una via al 9 luglio, data della repressione contro gli studenti dell’università di Teheran. La risposta dall'Iran: una strada per Edoardo Agnelli, il figlio dell'Avvocato considerato dagli ambienti radicali iraniani un 'martire'
Roma, 1 luglio 2008 - Tra Roma e Teheran scoppia la «guerra delle strade». La proposta, sostenuta anche dal sindaco Gianni Alemanno, di ribattezzare una delle vie romane al 9 luglio, data della repressione contro gli studenti dell’università di Teheran, ha scatenato la reazione del municipio della capitale iraniana, che ha annunciato di voler intitolare una strada a Edoardo Agnelli. L’unico figlio maschio dell’Avvocato, che si è tolto la vita nel 2000, è considerato dagli ambienti radicali iraniani un «martire»: non a caso la via dovrebbe chiamarsi «Via martire Mehdi Agnelli».
Il legame fra Agnelli e la Repubblica Islamica viene fatto risalire a un presunto incontro con l’ayatollah Khomeini, dopo il quale il figlio di Gianni Agnelli si sarebbe convertito allo sciismo assumendo il nome di Mehdi. La circostanza non è mai confermata dalla famiglia Agnelli, mentre ambienti radicali hanno sostenuto che Agnelli non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato ucciso da «ambienti sionisti» per evitare che la Fiat finisse nelle mani di uno sciita.
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