Parigi, 4 luglio 2008 - Ingrid Betancourt ha smentito che il blitz che ha portato alla sua liberazione sia stato una messinscena per nascondere il pagamento di un riscatto. "Quella che ho vissuto è stata un'operazione militare e le persone che vi hanno partecipato hanno corso rischi immensi", ha affermato l'ex ostaggio delle Farc, liberata mercoledì con un blitz militare dopo quasi sei anni e mezzo di prigionia. "Non ritengo che possano avermi ingannato facilmente", ha aggiunto.
IL VIDEO
Il ministero della difesa colombiano ha mostrato oggi un video sulla liberazione, mercoledi scorso, dei 15 ostaggi nelle mani dei guerriglieri delle Farc, compresa la franco-colombiana Ingrid Betancourt e tre cittadini statunitensi.
Il video dura tre minuti e mezzo e comprende i primi momenti dell'arrivo del presunto gruppo umanitario internazionale - che erano in realta' militari colombiani - e domande a uno dei sequestratori e a uno degli ostaggi.
Il video comprende al tempo stesso immagini di Ingrid Betancourt e degli altri ostaggi mentre, con manette di plastica, salgono sull'elicottero, e successivamente i primi istanti di festeggiamenti quando, ormai in volo, era stato annunciato loro che erano liberi.
Nel video, uno dei tre ostaggi statunitensi si offre per primo per farsi ammanettare, dal momento che vi era stata una certa resistenza degli ostaggi a farsi immobilizzare le mani. Le immagini mostrano peraltro l'aria seccata della Betancourt e di vari altri ostaggi per la decisione di ammanettarli.
Il generale Mario Montoya, comandante dell'esercito colombiano, ha spiegato che gli ostaggi sono stati ammanettati per facilitare che i quattro membri dell'esercito potessero una volta in volo immobilizzare due guerriglieri saliti anch'essi sull'elicottero. Per questo stesso motivo, ha aggiunto Montoya, non vi sono immagini del momento preciso dell'annuncio agli ostaggi che si trattava dell'esercito colombiano (e non dei guerriglieri delle Farc) e che loro erano liberi.
IL PRESUNTO RISCATTO
Le voci su un riscatto erano state diffuse dalla Radio della Svizzera romanda la quale, citando una «fonte autorevole» vicina ai ribelli, ha sostenuto che il governo di Alvaro Uribe avrebbe pagato 20 milioni di dollari al carceriere della Betancourt, Geraldo Aguilar, anche noto come Cesar. Una ricostruzione smentita con forza anche da Bogotà. «Come comandante dell'esercito nego che il governo colombiano abbia versato un solo centesimo per questa operazione», ha affermato il generale Fredy Padilla.
Secondo la ricostruzione della radio, gli Stati Uniti - tre degli ostaggi erano americani - hanno avuto un ruolo importante nell'organizzare dell'operazione. Più che di un riscatto vero e proprio si è trattato di un tentativo riuscito di corruzione. La moglie di uno dei carcerieri, arrestata dai colombiani e in seguito rilasciata, avrebbe fatto da tramite e sarebbe riuscita a convincere il marito a collaborare. Anche Svizzera, Spagna e Francia avrebbero avuto un ruolo nella mediazione con i guerriglieri.
Una versione smentita però dal governo francese. "La risposta è molto semplice: no", ha risposto il portavoce del Quai d'Orsay, Eric Chevallier, alla richiesta di commentare la notizia.
DA SARKOZY
Ingrid Betancourt è arrivata a Parigi, dove è stata accolta da Nicolas Sarkozy e da Carla Bruni. "Ho aspettato sette anni per vivere questo momento estremamente intenso, vi devo tutto, devo tutto alla Francia e quando stringo la mano a Sarkozy, lo abbraccio, abbraccio tutta la Francia", ha dichiarato l'ex ostaggio delle Farc Sulla pista della base aerea di Villacoublay, la Betancourt si è rivolta a tutti i francesi dicendosi "piena di gioia di essere qui, con voi", ha detto rivolta a tutti i francesi.
Se "il miracolo si è avverato" è anche grazie alle pressioni politiche esercitate da Parigi, e a "tutti hanno lottato perchè la Colombia non pensasse solo all'opzione militare", ha detto. "La Francia ha lottato perchè vi fosse anche un negoziato con le Farc", ha aggiunto, "e il governo colombiano ha messo a punto una strategia diversa e il risultato è stato che mi avete salvato la vita. Ho molto pianto durante questi ultimi sette anni per dolore, per indignazione", ha concluso, "oggi piango di gioia".
Quello con i Sarkozy è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che costelleranno il soggiorno europeo della Betancourt: la settimana prossima sarà ricevuta dal Papa a Castegandolfo. È stata lei stessa, cattolica molto devota, a riferire dell'invito per un'udienza da Benedetto XVI di cui le ha dato notizia la sorella Astrid. "La data non è ancora stata fissata ma il Vaticano ha confermato il mio incontro con il Papa, è un appuntamento che non posso perdermi", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa all'ambasciata francese a Bogotà. La mamma di Ingrid, Yolanda Pulecio, era stat ricevuta a febbraio dal Papa che le assicurò di pregare per Ingrid e di conoscere bene "la situazione difficile" in cui si trovava.
La Betancourt ha tolto questa sera il suo ritratto gigante che era appeso sulla facciata del Municipio di Parigi, segnando tale atto simbolico con una nota umoristica. ''Sono dispiaciuta per aver rovinato la facciata dell'Hotel de Ville'', ha detto sorridendo la Betancourt davanti a migliaia di persone che l'hanno acclamata. Il suo grande ritratto era stato appeso sulla facciata del Municipio di Parigi nel 2004, e la foto era stata cambiata lo scorso dicembre con una che la mostrava molto dimagrita. Il conteggio dei giorni della sua detenzione si e' fermato a 2.321.
''Sono straordinariamente felice di esser qui con voi. Sono fiera di essere francese e di essere parigina'', ha detto l'ex ostaggio ranco-colombiano che era affiancata dal sindaco socialista di Parigi Betrand Delanoe.
Cittadina onoraria di Parigi dal 2002, Ingrid Betancourt - che e' stata per oltre sei anni prigioniera dei guerriglieri colombiani delle Farc e che e' stata liberata mercoledi in un'operazione dell'esercito colombiano - ha concluso all'Hotel de Ville la sua prima giornata in Francia dove era giunta nel pomeriggio da Bogota'
Intanto Fidel Castro si è unito al coro di soddisfazione per la liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri 14 ostaggi e ha criticato le Farc che usano i sequestri come mezzo di lotta politica in Colombia. "Nessun fine rivoluzionario può giustificare il rapimento, nè di civili, nè di militari", ha ammonito i guerriglieri di sinistra colombiani l'ex Lider Maximo, in un articolo sul sito governativo Cubadebate. Castro, ricordando che la Betancourt e gli altri ostaggi erano in precarie condizioni di salute, si è detto sollevato dal loro ritorno in libertà "per un elementare sentimento umanitario".
LA PRIGIONIA
"Per tre anni sono rimasta incatenata 24 ore su 24, in condizioni di "umiliazione, vessazione e tortura". A poche ore dal suo arrivo a Parigi, previsto per le 16, Ingrid Betancourt racconta le sensazioni vissute e le sofferenze subite nei suoi oltre sei anni di prigionia nella giungla colombiana.
"Ho avvertito tentazioni a lasciarsi andare a comportamenti demoniaci - dice l'ex candidata alla presidenza della Colombia in un'intervista a Europe 1 - Penso che bisogna conservare una grande spiritualità per non scivolare nell'abisso".
Dei suoi figli, Lorenzo e Melanie, che ha riabbracciato ieri sulla pista dell'aeroporto militare di Bogotà, la Betancourt dice di essere rimasta "assolutamente ammirata dal loro carattere eccezionale, dalla loro luce, hanno "una grande spiritualità, un'intelligenza e un umorismo che mi lasciano stupita".
Ancora, dopo essersi detta "sorpresa per la sua popolarità", l'ex ostaggio delle Farc racconta di come a "momenti di grande durezza" da parte dei suoi sequestratori, a "momenti di grande crisi e sevizie" si alternassero "momenti in cui cercavano di mostrare un altro volto perchè erano talmente mostruosi che penso che loro stessi si trovassero disgustosi". La Betancourt rivela infine che, "non appena sono salita sull'elicottero e sono uscita dalla giungla, mi sono detta che questi dettagli sordidi non avrebbero dovuto essere portati a conoscenza del pubblico".
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