Il dibattito è stato monopolizzato dalla crisi politica nello Zimbawe. Il presidente della Commissione europea proporrà la creazione di un fondo per sostenere il settore agricolo dei paesi in via di sviluppo
Toyako (Hokkaido), 7 luglio 2008 - I leader africani chiedono il rispetto degli impegni assunti dai Paesi ricchi del G8 verso l'Africa, ma la prima giornata del vertice di Hokkaido si conclude con un nulla di fatto se non il rinvio a domani di qualsiasi decisione. Alle prese con la crisi alimentare, i paesi africani pretendono che nel comunicato conclusivo venga esplicitata la somma di 25 miliardi di dollari di aiuti al continente entro il 2010, come promesso al summit di Gleneagles nel 2005. Tuttavia, la giornata odierna sembra essere stata monopolizzata dalla discussione della crisi politica nello Zimbabwe, inducendo i leader a rinviare ogni decisione.
I Capi di Stato e di governo di Sudafrica, Algeria, Etiopia, Ghana, Nigeria, Senegal, Tanzania e Unione africana hanno avuto oggi un pranzo con gli Otto Grandi, seguito da una seduta di lavoro. Fonti delle ong presenti al vertice e interpellate da Apcom hanno riferito di una lunga discussione sullo Zimbabwe, con i leader del G8 che hanno premuto per ottenere il sostegno degli africani al nuovo piano di sanzioni messo a punto dagli Stati Uniti e l'Unione africana decisa a difendere la propria posizione di contrarierà a tali misure.
Un dibattito che ha fatto passare in secondo piano la questione degli aiuti, essenziali oggi più che mai per i Paesi più poveri alle prese con la crisi alimentare. Stando a quanto denunciato da diverse organizzazioni umanitarie, i Paesi del G8 hanno garantito finora solo il 14% degli aiuti promessi, pari a 3 miliardi di dollari dei 22 annunciati. A disattendere gli impegni sono in particolare Francia, Canada e Italia, indietro nei versamenti.
Nel corso della riunione, i leader africani hanno denunciato il rischio di fallire nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, che mirano a ridurre povertà, mortalità infantile e materna e a garantire accesso universale alle cure sanitarie e alla scuola entro il 2015. I paesi ricchi "devono accettare di rispettare le promesse fatte", ha insistito il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, secondo cui oggi il mondo si trova a dover affrontare "tre crisi simultanee: una crisi alimentare, una crisi climatica e una crisi dello sviluppo". "Tre crisi profondamente interconnesse che devono essere affrontate in quanto tali", ha aggiunto. "Quello di cui abbiamo bisogno ora sono risorse, azione e risultati in tempi certi", gli ha fatto eco il Presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick.
Proprio la Banca mondiale ha infatti ammonito la scorsa settimana sul rischio che altri 105 milioni di persone, di cui 30 milioni in Africa, finiscano sotto la soglia di povertà a causa dei rincari dei generi alimentari. Lo studio dell'istituzione finanziaria internazionale ha portato ad esempio la situazione della Liberia, dove il costo del cibo è aumentato del 25% nel solo mese di gennaio, portando il tasso di povertà dal 64 al 70 per cento. L'unica proposta concreta presentata oggi al vertice è venuta dal Presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, con l'annunncio di voler creare di un fondo da un miliardo di euro per sostenere il settore agricolo nei paesi in via di sviluppo. Da parte sua, un portavoce del ministero degli Esteri giapponese ha rassicurato: "I leader del G8 invieranno sicuramente un messaggio forte e tangibile per aiutare i Paesi africani a raggiungere gli Obiettivi del Millennio".
UN MILIARDO DALLA UE
La Commissione europea annuncerà al G8 che intende proporre ai paesi membri dell'Ue la creazione di un fondo da un miliardo di euro per sostenere il settore agricolo nei paesi in via di sviluppo. Lo ha spiegato il suo presidente, José Manuel Barroso, in conferenza stampa prima dell'apertura ufficiale del vertice dei Grandi a Toyako, in Giappone. "Proporrò un fondo da un miliardo di euro per aiutare l'agricoltura nei paesi in via di sviluppo, per andare incontro agli agricoltori" ha dichiarato Barroso.
Se il piano venisse approvato, il totale degli aiuti stanziati dall'Unione europea per affrontare le conseguenze della crisi alimentare sarà di 1,8 miliardi di euro, ha precisato Barroso. Il presidente della Commissione Ue ha poi indicato che il fondo sarà finanziato con le somme inutilizzate dei bilanci 2008 e 2009 dell'Unione.
Barroso prenderà parte fino a mercoledì con i capi di stato e di governo del G8 (Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito, Italia e Russia) al summit di Toyako, sull'isola giapponese di Hokkaido.
CLIMA
Il momento più delicato della riunione sarà domani, quando i membri del G8 parleranno di clima. Giappone e Unione Europea hanno concordato sul target del dimezzamento delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, mentre gli Stati Uniti si sono finora rifiutati di stabilire degli obiettivi così ambiziosi se non vi aderiranno anche le potenze emergenti, e più inquinanti, come l'India e la Cina.
Il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda "spera molto che i leader del G8 raggiungano un'intesa sul lungo periodo per portare a casa a Tokyo un trofeo di cui andare fiero" scrive oggi il Japan Times. Ma è più probabile che starà alla presidenza italiana, nel 2009, fissare i paletti in vista della conferenza di Copenaghen della fine dell'anno prossimo, che dovrà stabilire i seguiti del cosiddetto processo di Kyoto.
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