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LA VISITA A ROMA

Berlusconi abbraccia Abu Mazen
"La pace in Medio Oriente è vicina"

Il presidente palestinese ha incontrato anche il sindaco Alemanno, il presidente della Repubblica e il ministro degli Esteri. Il premier italiano, però, conferma la linea intransigente nei confronti di Hamas

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Abu Mazen e Silvio Berlusconi Roma, 11 luglio 2008 - Roma sostiene con convinzione il negoziato per la pace tra israeliani e palestinesi in prospettiva di un accordo entro la fine del mandato di George W. Bush. Nel primo giorno di visita in Italia, il presidente palestinese, Abu Mazen, incassa un risultato importante dal governo italiano, che da quando si è insediato ha consolidato in modo particolare i rapporti con l'altro interlocutore del negoziato, il premier israeliano Ehud Olmert.

 

Per Abu Mazen si è trattato anche di un successo in termini di stima personale e di accoglienza da parte di Silvio Berlusconi. Il presidente palestinese è entrato nella schiera degli 'amicì del premier e si è guadagnato la pacca sulla spalla con cui Berlusconi accompagna di solito gli sforzi diplomatici: "Abu Mazen è una persona straordinaria, ha esperienza e pazienza. Io e lui siamo coetanei, due saggi vecchietti", ha concluso la conferenza stampa Berlusconi mentre la pacca si trasformava in un abbraccio.

 

Il presidente del consiglio ha "fiducia nelle qualità" di Ehud Olmert e di Abu Mazen. "L'accordo non è mai stato così vicino - dice Berlusconi - io sono ottimista. Anche Bush lo è sulla possibilità di raggiungere un accordo entro la scadenza del suo mandato presidenziale". E il presidente palestinese, di rimando: "L'Italia ha un ruolo importante nel processo di pace. Ho invitato Berlusconi a farci visita". Nell'incontro tra i due è stata accennata la possibilità di tenere a Erice una fase del negoziato di pace e si è parlato di una prossima visita del premier italiano nei Territori.

 

Il governo Berlusconi, al tempo stesso, conferma la linea intransigente, e gradita a Washington, nei confronti di Hamas, la fazione palestinese che con un golpe prese il potere a Gaza. "Noi facemmo inserire Hamas nella black list come organizzazione terroristica". Abu Mazen non può, invece, permettersi un tono così duro e la riconciliazione con Hamas deve proseguire, ma "sulle posizioni della mediazione yemenita".

 

Berlusconi non ha usato giri di parole per illustrare la sua posizione politica per quanto riguarda il Medio Oriente. L'Italia - ha sottolineato - sostiene economicamente Al Fatah e il processo di pace. Attualmente l'ammontare complessivo degli interventi in corso della Cooperazione italiana è di 116 milioni di euro. Inoltre, arriveranno altri 80 milioni di euro a dono. Negli ultimi dieci anni la Cooperazione ha impegnato circa 220 milioni di euro, di cui 160 a dono e 60 milioni a credito d'aiuto.

 

Sollecitati dai cronisti sull'Iran e la minaccia che Teheran potrebbe rappresentare per la stabilità sulla regione, i due presidenti si sono limitati a concordare sulla necessità che il Medio e Vicino Oriente siano privi di armi nucleari. Non vi fosse un riferimento anche a Israele, sospettato di possedere testate atomiche, non è chiaro.

 

Questa mattina il leader dell'Anp era stato ricevuto in Campidoglio dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla Farnesina dal ministro degli Esteri, Franco Frattini.










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