Sono 43 i Paesi dell'Unione europea e del Mediterraneo che lavoreranno insieme su vari fronti come l'energia, i trasporti, l'istruzione. Creata una comunità di 756 milioni di abitanti che va dalla Groenlandia al deserto della Giordania
Parigi, 13 luglio 2008 - È nata a Parigi l'Unione delle grandi speranze. Energia, trasporti, istruzione e sviluppo sono solo alcuni dei fronti sui quali 43 Paesi dell'Unione europea e del Mediterraneo lavoreranno insieme. Con una speranza ancora più ambiziosa: trovare soluzione al conflitto israelo-palestinese e alle tensioni in tutto il Medio Oriente.
Protagonista assoluto del vertice di Parigi è stato Nicolas Sarkozy, che nell'Unione ha creduto fin dall'inizio, ma anche Bachar Assad, il presidente siriano che è riuscito a sdoganare il suo regime in un consesso internazionale e ha accettato di sedere allo stesso tavolo con il premier israeliano Ehud Olmert.
Nel grandioso Grand Palais sulla Senna è così nata una comunità di 756milioni di abitanti che copre un'area che va dalla Groenlandia al deserto della Giordania.
Per mantenere realistiche le prospettive di Euromed, i leader si sono dati obiettivi modesti: ripulire il Mediterraneo, costruire nuove autostrade e individuare nuove rotte navali e aiutare lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Tutto in un clima costruttivo e di grande disponibilità, anche se i primi nodi cominceranno a venire al pettine già a novembre quando bisognerà decidere la sede del segretariato generale della nuova istituzione, ma anche quali saranno le entità e le fonti di finanziamento.
Euromed nasce sul processo di Barcellona vecchio ormai di 13 anni e su un'idea di Sarkozy: "imparare ad amarsi da una sponda all'altra del Mediterraneo invece di continuare a odiarsi e a paventare guerre". Euromed "è quello che tutti abbiamo sognato e che ora è realtà", ha detto Sarkozy.
Euromed funzionerà attraverso la creazione di meccanismi permanenti che assicureranno l'esecuzione di progetti di integrazione regionale dei quali sono stati già approvati i sei principi di base. Per il presidente egiziano Hosni Mubarak la nascita di Euromed è un "passo da gigante" che apre "una nuova pagina nella cooperazione euromediterranea" e porterà "più pace e maggiore stabilità" nell'area.
Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, è fiducioso nella prospettiva di una "autentica integrazione regionale" nonostante "i conflitti disgraziatamente numerosi". Euromed prevede alcune strutture permanenti: una co-presidenza a rotazione divisa tra Paesi europei e della sponda sud e un segretariato permanente che avrà l'incarico di raccogliere i finanziamenti pubblici e privati per i progetti e di supervisionarne la realizzazione. Ci sono ancora molti dettagli da mettere a punto, ha detto Sarkozy, "ma è questa la parte eccitante: abbiamo del lavoro da fare, però il cammino è iniziato e nessuno potrà fermarci".
Malta, Marocco, Spagna e Tunisia si contenderanno l'onore e l'onere di ospitare il segretariato, ma per Sarkozy è già "un successo". "La partecipazione è stata indubbiamente un successo - ha detto dopo che solo Gheddafi ha boicottato l'evento - abbiamo una dichiarazione congiunta, ci sono progetti concreti e non c'è stato alcun incidente".
L'Unione, ha aggiunto, dispone di "molto denaro" grazie ai fondi comunitari e molto di più si aspetta di ottenerne dal settore privato. "Non sono i soldi che ci mancano - ha detto - ma la pace e la sicurezza". Parole cui hanno fatto eco quelle di Mubarak: "il finanziamento non sarà un problema, ma quello che manca è la fiducia gli investimenti legati alla stabilità. La stabilità incentiverà i finanziamenti".
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