Le salme dei due soldati israeliani Goldwasser e Regev sono state consegnate a emissari della Comitato Internazionale della Croce Rossa al valico di frontiera di Naqoura. in Libano si festeggia il ritorno in patria dei cinque ex prigionieri
Naqoura (Libano), 16 luglio 2008 - Mentre Israele piange i due soldati Tsahal riconsegnati dentro due bare, in Libano si festeggia il ritorno in patria dei cinque ex prigionieri.
Il più anziano detenuto libanese in Israele, Samir Kantar e altri quattro prigionieri libanesi sono arrivati a Beirut questa sera accolti da "eroi" dal presidente Suleiman e da tutto il governo. I cinque libanesi sono stati rilasciati oggi da Israele nel quadro dello scambio con i corpi di due soldati dello stato ebraico sequestrati da Hezbollah due anni fa. Ehud Goldwasser e Eldad Regev erano stati catturati nel corso di un raid delle milizie sciite in territorio israeliano lungo la frontiera libanese. Raid che poi innescò la guerra del Libano dell'estate 2006.
"Il vostro ritorno in patria rappresenta una nuova vittoria. Il futuro con voi sarà una marcia lunga con la quale conquisteremo la sovranità della nostra terra e la libertà del nostro popolo", ha detto Suleiman dando il benvenuto all'aeroporto di Beirut a Kantar, Khodr Zaidane, Maher Kurani, Mohammad Sorour e Hussein Suleiman.
Da Israele, il primo ministro, Ehud Olmert, ha stigmatizzato le cerimonie di festa riservate dal Libano ai cinque prigionieri.
"Vergogna su una nazione che celebra la liberazione di una belva umana che ha fracassato il cranio di una bambina di quattro anni", ha affermato in un comunicato.
Poco prima, il presidente israeliano, Shimon Peres, aveva criticato i festeggiamenti previsti in Libano. "Constato che in Libano si celebra ufficialmente la vittoria per accogliere Kantar, questo assassino che ha spaccato la testa con un colpo di bastone a Einat, 4 anni, e non ha mai espresso rincrescimento", ha dichiarato Peres allora nel corso di una breve cerimonia organizzata dalla presidenza a Gerusalemme.
"Israele è in lacrime. Abbiamo pagato un prezzo elevato perché Ehud (Goldwasser) ed Eldad (Regev) possano riposare in pace fra di noi. Dove è la vittoria morale suprema? Qui, con le candele della memoria, e non laggiù", ha ancora detto Peres.
Intanto domani si svolgeranno i funerali dei due militari israeliani. La conferma delle loro identità è stata comunicata da fonti mediche israeliane. Subito dopo è stata data l'autorizzazione alla liberazione dei cinque prigionieri libanesi e alla restituzione delle salme di 199 miliziani libanesi e palestinesi.
Sulla sorte dei due militari non si nutrivano molte illusioni: il portavoce di Hezbollah, Wafik Safa, aveva annunciato al consegna dei due soldati alla Croce Rossa senza fare cenno alle loro condizioni; tuttavia poco prima che lo scambio avesse inizio la televisione di Hezbollah, Al Manar, aveva mostrato le immagini di due bare confermando così l'ipotesi avanzata dai dirigenti dello Stato ebraico, secondo la quale i due militari israeliani sequestrati dalle milizie sciite nel luglio del 2006 sarebbero morti poco dopo la cattura.
Il sequestro aveva scatenato l'offensiva militare israeliana nel Libano meridionale, conclusasi un mese dopo grazie a un cessate il fuoco negoziato con la mediazione delle Nazioni Unite: il fatto che Hezbollah fosse sopravvissuto all'offensiva - manifestando capacità di resistenza ed armamento superiori a quanto atteso dai vertici militari israeliani - era stata considerata una vittoria per le milizie.
Così come una vittoria viene considerato in Libano anche lo scambio di oggi, che per Hezbollah rappresenta la prova della necessità della resistenza e la giustificazione delle sue aspirazione politiche: con la consegna dei cinque detenuti non rimarrà nelle carceri israeliane alcun prigioniero libanese di spicco. Israele da parte sua ha ottenuto i corpi dei militari - e delle informazioni su Ron Arad, il pilota abbattuto sul Libano nel 1986 e da allora disperso - rispettando l'impegno verso le forze armate, ma ha dovuto accettare la consegna di Samir Kantar, condannato all'ergastolo nel 1979 per degli omicidi considerati in Israele particolarmente efferati.
"Oggi è una giornata particolarmente triste", hanno dichiarato i concittadini di Regev, definendo "inumano" il fatto che Hezbollah abbia atteso l'ultimo momento per mostrare le immagini delle due bare, confermando così quanto temuto alla vigilia. Al contrario, manifestazioni di giubilo si sono svolte nella Striscia di Gaza, controllata dall'organizzazione estremista di Hamas, dove i partecipanti hanno inneggiato al leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha definto lo scambio "una vittoria ella resistenza", aggiungendo che la vicenda prova come "il mezzo più efficace per ottenere la liberazione dei detenuti dall'occupante sia il sequestro dei militari sionisti".
L'AGENTE SEGRETO
Dietro lo scambio di oggi fra Israele e il partito Hezbollah vi è il lavoro di un agente dei servizi tedeschi del Bnd prestato all'Onu, Gerhard Conrad. Sulla quarantina, molto riservato come esige il suo lavoro, Conrad ha imparato l'arabo a Damasco, dove è arrivato nel 1998 sotto copertura diplomatica come rappresentante del Bnd, responsabile anche per il Libano, scrive il quotidiano israeliano Haaretz che gli ha dedicato un ritratto. Anche sua moglie è è agente del Bnd e l'aveva accompaganato in Siria. Secondo una fonte tedesca, Conrad "parla varie lingue, conosce bene Hezbollah e il mondo arabo, ed è dotato d'integrità, ferrea pazienza, nonchè capacità diplomatiche e organizzative".
Fin dagli anni Novanta, Conrad ha avuto un ruolo negli scambi di prigionieri fra Israele ed Hezbollah, collaborando con i mediatori tedeschi che si sono succeduti, Bernd Schmidbauer ed Ernst Uhralu (oggi a capo del Bnd). Tornato nel 2001 in Germania, Conrad ha continuato a partecipare allo sforzo per ottenere notizie sul destino del pilota israeliano Ron Arad, scomparso nel 1986 dopo che il suo aereo fu abbattuto in Libano.
Al momento della guerra in Libano dell'estate 2006, l'allora segretario generale dell'Onu Kofi Annan chiese al governo tedesco di prestargli Conrad per condurre i negoziati sulla liberazione degli ostaggi. Lo sforzo di Conrad è infatti condotto per conto dell'Onu, dato che la liberazione di Regev e Goldwasser era fra le richieste della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'Onu che mise fine alla guerra.
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