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Strage a Istanbul: 17 morti, 153 feriti
E' la vigilia della sentenza su Erdogan

Il primo ordigno è esploso in una cabina telefonica, la seconda deflagrazione, più forte, in un cassonetto. Il presidente Gul: "Non si raggiungono risultati con la violenza"

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I soccorsi dopo l'attentato in Turchia Istanbul, 28 luglio 2008 - La settimana in cui la magistratura turca potrebbe dichiarare fuori legge il partito di governo insieme al premier Recep Tayyip Erdogan e il presidente Abdullah Gul si è aperta con un doppio attentato a Istanbul, nel quartiere popolare di Gungoren, il cui bilancio è di 17 morti e oltre 150 feriti, di cui una cinquantina ancora ricoverati.


Mentre fioccano le condanne e gli attestati di solidarietà internazionali, i media e l'opposizione laica accusano i terroristi curdi del Pkk. Ma le autorità rimangono più prudenti.
"Sembra esserci un legame i separatisti. Ci stiamo lavorando, speriamo di avere dei riscontri il prima possibile", ha dichiarato alla stampa il governatore della città, Muammer Guler.


Erdogan, arrivato da Ankara dopo aver cancellato una riunione del Consiglio dei ministri, ha lanciato un appello all'unità nazionale. "Oggi è il giorno dell'unità nazionale - ha detto - ancora oggi ci troviamo di fronte al terrore. Sono 30-35 anni che la Turchia si oppone al terrore. Non posso fare politica da questi microfoni. Non si può fare politica davanti ai morti e al sangue. Questo voglio dire. Oggi dobbiamo essere uniti".


Secondo la Cnn turca, che cita fonti della polizia, le indagini stanno puntando proprio sul Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan nel maggio 2007 rivendicò un attacco suicida in una via commerciale di Ankara che provocò 7 morti. Secondo i giornali locali, l'esplosivo usato ieri sera è dello stesso tipo.


"Massacro di civili del Pkk", titola quindi il quotidiano liberale Hurriyet. Il leader del partito d'opposizione laicista Chp, il Partito repubblicano del Popolo, Deniz Baykal, conferma: "anche le autorità pensano che ci sia dietro il Pkk", ha dichiarato. Da parte sua il capo dell'esercito, il generale Yasar Buyukanit, ha espresso "profondo cordoglio per questo attacco codardo contro cittadini innocenti" e ha "maledetto con odio" i responsabili.


Un altro quotidiano liberale del Paese, Milliyet,
sostiene che la polizia ha arrestato tre minorenni, tra i 16 e i 17 anni, sulla base delle segnalazioni dei residenti del quartiere Gungoren, colpito dalle esplosioni di ieri sera. I tre sono stati trovati nello scantinato di un appartamento, e hanno sostenuto di essersi nascosti lì per ripararsi. Ma Guler non ha confermato le indiscrezioni del giornale.


Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, gli attentatori hanno fatto scoppiare una piccola bomba in una cabina telefonica per attrarre la curiosità della gente, per poi detonare una seconda esplosione molto più potente, responsabile della maggior parte delle vittime. "Prima hanno fatto scoppiare una bomba a percussione per attrarre l'attenzione. Poi, 10 minuti dopo, in un altro cestino, hanno fatto scoppiare una bomba a frammentazione", ha spiegato il vicepremier Hayati Yazici.

 

Guler ha dichiarato che tra le 17 vittime ci sono cinque bambini, tra cui una ragazza di 12 anni colpita in pieno cuore dalle schegge. Il quotidiano Hurriyet ha reso noto che fra le vittime c'è anche una donna che aveva quasi completato la sua gravidanza.


La strage ha suscitato un coro di condanna
da parte della comunità internazionale. "In questi momenti difficili la Turchia può contare sul sostegno dell'Unione europea", ha dichiarato il Rappresentante Ue per la politica estera Javier Solana. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso "la più ferma condanna" degli attentati e ha ribadito l'appoggio dell'Italia alla candidatura della Turchia all'Unione europea. Analoghi attestati di solidarietà con Ankara sono arrivati dalla Nato, dalla Commissione europea e dal Consiglio d'Europa.


Le bombe di Istanbul accrescono il momento delicato della Turchia. Proprio oggi la Corte costituzionale ha cominciato a deliberare sulla possibile messa al bando dell'Akp, il partito islamico-moderato al potere dal 2002 in cui militano Erdogan e Gul, che innescherebbe una nuova crisi politica e porterebbe probabilmente il Paese a nuove elezioni anticipate. Venerdì invece la magistratura turca ha deciso l'avvio del processo il 20 ottobre contro 86 persone legate a Ergenekon, la 'Gladio turca' accusata di voler organizzare un colpo di Stato contro il governo di Erdogan.










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