L'ex leader dei serbo-bosniaci ha 30 giorni per preparare la sua risposta. Gli vengono imputati 11 capi di accusa per crimini contro l'umanità, genocidio, per l'assedio di Sarajevo e i fatti di Srebrenica
L'Aja, 31 lug. - "So che ne ho diritto, ma non mi avvarrò di alcun avvocato di ufficio". Queste prime parole dell'ex leader serbo Radovan Karadzic davanti ai giudici del tribunale penale internazionale de L'Aja.
Karadzic, latitante per 13 anni, è comparso alle ore 16.00 davanti al tribunale internazionale e viene interrogato da giudice Alphons Orie. Avendo dichiarato la sua personale difesa ("Ho un consigliere invisibile - ha detto , ma ho deciso di rappresentarmi da solo"), Karadzic ha a disposizione 30 giorni per preparare la sua risposta. All'ex leader serbo vengono imputati 11 casi di accusa per crimini contro l'umanità, genocidio, aver terrorizzato la popolazione dell'ex Jugoslavia, per l'assedio di Sarajevo e i fatti di Srebrenica". Oltre Orie i giudici del processo sono Christine Van de Wyngaert e il sudafricano Bakone Mooto.
Illegalità nell'arresto e anche nell'estradizione. Così l'ex leader serbo, Rabodan Karadzic, ha replicato al giudice Alphons Orie in cui ha rivelato di aver un 'patto' con gli Usa. "Siete stati informati male sulla data del mio arresto - ha continuato Karadzic - a Belgrado sono stato arrestato in modo illegale e trattenuto per tre giorni in cui non mi è stato permesso di parlare al telefono, mandare sms nè di avvalermi di un avvocato".
Illegale, ha definito Karadzic anche l'estradizione "avevo un accordo - ha detto - con il diplomatico americano Richard Holbrooke che, in nome degli Stati Uniti, mi garantiva la libertà in cambio della mia uscita dalla scena politica". Il giudice Orie ha comunque ribadito all'imputato di non poter mettere, in questa fase di udienza preliminare, a verbale la denuncia dell'ex leader serbo. "Le - ha affermato- avrà in futuro tutte le opportunità d spiegare le sue motivazioni".
LA FOTO CON CAPELLI E BARBA TAGLIATI
El Mundo pubblica in esclusiva in prima pagina nell'edizione odierna la foto dell'ex leader dei serbi di Bosnia, al quale sono stati tagliati sia i lunghi capelli sia la folta barba che avevano contribuito a conferirgli l'aspetto di guru scelto per nascondersi durante questi tredici anni. Karadzic comparirà oggi di fronte al Tpi (Tribunale penale internazionale Onu per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia), accusato di genocidio e crimini di guerra, dopo essere trasferito ieri mattina da Belgrado.
Il boia dei Balcani mostra così la sua autentica fisionomia. Ai tiranni come lui, sottolinea il quotidiano spagnolo, l'Onu ha lanciato un messaggio che può riassumersi nel proverbio castigliano: "Quando vedi tagliare la barba del tuo vicino, metti la tua a mollo".
Karadzic - recluso in una cella del carcere di Scheveningen - sarà processato "per crimini contro l'umanità, per genocidio, per aver terrorizzato la popolazione dell'ex Jugoslavia, per l'assedio di Sarajevo e per i fatti di Srebrenica" ha spiegato il procuratore generale del Tpi, Serge Brammertz, aggiungendo che anche da sola l'ultima imputazione garantirebbe il massimo della pena. "Il processo sarà impegnativo - ha ribadito più volte Brammertz - e la Procura vuole istruirlo nella maniera più efficiente e nel rispetto del diritto internazionale".
I giudici del processo saranno l'olandese Alphons Orie, la collega belga Christine Van de Wyngaert e il sudafricano Bakone Moloto. Nei mesi scorsi, Orie si è occupato del processo all'ex primo ministro kosovaro Ramush Haradinaj, conclusosi il 3 aprile con un'assoluzione in primo grado di giudizio.
L'animale, un Tarbosauro - affine al grande Tirannosauro, ma più piccolo - era lungo circa due metri e mezzo, e secondo gli scienziati morì all'età di cinque anni. E' riaffiorato dipo 70 milioni di anni
LEGGI LA NOTIZIA