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TRAGICA SCALATA AL K2

Ritrovato un disperso, undici morti
"Gli alpinisti travolti da una valanga"

L'italiano Confortola è in discesa, è in discrete condizioni fisiche. In salvo il capospedizione olandese, malgrado il principio  di congelamento ai piedi. All'appello mancano ancora quattro persone

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Marcop Confortola, alpinista in salvo sul k2 Aosta, 3 agosto 2008 - Si aggrava il bilancio della tragica scalata sulla seconda vetta del mondo, ma le notizie sulle vittime e i dispersi non sono chiare: secondo l'alpinista norvegese Fredrik Strang, 31 anni, i morti sarebbero undici, mentre per l'alpinista bresciano Roberto Manni, che si trova al campo base del K2 ed è in costante collegamento con Agostino Da Polenza che sta coordinando l'emergenza, i morti rimangono 9 e 4 i dispersi.

 

L'alpinista valtellinese Marco Confortola intanto sta raggiungendo il campo 2, mentre gli elicotteri sono pronti al decollo per effettuare eventuali recuperi appena possibile, scrive "Montagna-tv", che segue passo passo la vicenda da ieri.Strang, intervistato dal quotidiano svedese Aftonbladet, ha raccontato come durante la difficile discesa del "Collo di bottiglia", una guida pachistana sia precipitata e che per poco non lo trascinava con sè.

 

Tra le vittime si contano inoltre il serbo Dren Mandic e quattro sherpa. Tra gli alpinisti dispersi l'irlandese Gerard McDonnell, 37 anni, che puntava a scalare per primo la vetta per il suo paese; nessuna notizia anche del norvegese Rolf Bae e del francese Hugues d'Aubarede.

 

Un alpinista basco, che è riuscito a salvarsi, Alberto Zerain, ha raccontato ai giornalisti che la spedizione internazionale era composta da 18 persone e che ci sono stati problemi nella discesa. Tra gli scalatori c'erano coreani, pachistani, nepalesi, un olandese (il capo spedizione Wilco van Rooijen) e un italiano, Confortola, ormai quasi in salvo. Ma i dettagli non sono chiari.

 

Durante la salita due giorni fa decedute due persone, un alpinista serbo e uno coreano. Ieri mattina gli scalatori hanno intrapreso una difficilissima discesa senza corde fisse, travolte dalla caduta del seracco, al traverso del Collo di bottiglia, a oltre 8.200 metri di altezza.

 

Il celebre alpinista Reinhold Messner ha dichiarato alla Bbc che la situazione è "molto critica" e che le persone che non hanno ancora disceso il "Collo di bottiglia", potrebbero essere costretti a discendere lungo il versante cinese.

 

E' stato ritrovato uno dei dispersi: il capospedizione olandese, Wilco van Rooijen, che ieri sera era stato notato grazie alla luce della sua pila frontale mentre scendeva tra campo 4 e campo 3 sulla via Cesen, a fianco allo Sperone Abruzzi. I suoi compagni lo hanno portato in tenda, a campo 3. E' esausto, ha principi di congelamento ai piedi, ma non è in condizioni preoccupanti.

 

LA DINAMICA

Prima il crollo di un seracco, che ha spazzato via le corde fisse. Poi una valanga, che ha travolto e ucciso 7 alpinisti che stavano bivaccando nella neve. Sarebbe questa la tragica successione dei fatti accaduti nella notte tra venerdì e sabato a 8.300 metri, sul K2.

 

L'agghiacciante racconto arriva dalla voce degli alpinisti coreani sopravvissuti alla strage, che sono appena giunti a campo avanzato e hanno informato Mario Panzeri dell'accaduto e del fatto che Marco Confortola passerà probabilmente la notte a campo 2, si legge sul sito di montagna.tv.

 

"Erano circa le otto del mattino - hanno raccontato i coreani a Mario Panzeri - Stavamo tutti bivaccando nei pressi del traverso, cercando di capire come scendere dopo che il crollo del seracco aveva portato via le corde fisse. Improvvisamente un boato, poi la valanga... proprio sopra gli alpinisti. Ne ha portati via sette. Sono morti tutti".

 

"Marco Confortola si trovava 15 metri più a sinistra del punto dove si è staccata la valanga - hanno riferito ancora - Il distacco lo ha schivato per miracolo. Si è salvato perchè era all'estremità del traverso". I coreani sono arrivati poco dopo le 19, ora pachistana, al campo avanzato. Anche loro, come Confortola, sono partiti questa mattina da campo 4 e sono scesi lungo lo sperone Abruzzi.










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