Ancora da chiarire lo scopo del rapimento
Roma, 5 agosto 2008 - Jolanda Occhipinti, Giuliano Paganini (nella foto) e il somalo Abderehman Yusuf Arale erano stati rapiti all'alba del 21 maggio scorso da una banda composta da circa 20 uomini armati dalla casa dove dormivano nel villaggio meridionale di Awdhigle, a circa 65 chilometri da Mogadiscio. Impegnati in un progetto di sviluppo rurale per l'Ong Cins - Cooperazione Italiana Nord Sud - Occhipinti e Paganini si trovavano in Somalia dal marzo scorso.
Ancora da chiarire le circostanze della loro liberazione e lo scopo del loro rapimento. Non chiara anche la sorte di Arale. Il 28 maggio, ad una settimana dunque dal loro sequestro, era stata diffusa la notizia della richiesta di un cospicuo riscatto; notizia non confermata però dalla Farnesina che aveva immediatamente chiesto il massimo riserbo sulla vicenda, invitando i giornalisti a non diffondere notizie per garantire l'incolumità dei rapiti.
Qualche settimana dopo, il 10 giugno, era stata l'agenzia Misna, citando fonti locali, a rendere noto che i tre rapiti erano detenuti a Mogadiscio - anche se i rapitori avevano iniziato a spostarli ogni notte - e che erano in buone condizioni di salute.
La Misna aveva anche riferito di una mediazione in corso, affidata a un gruppo di intellettuali e personaggi influenti del clan Eyr (a cui sarebbero appartenuti i rapitori) confermando peraltro la notizia della richiesta di denaro avanzata dai sequestratori. Voci e indiscrezioni difficili da verificare per il grande riserbo con cui sia le autorità italiane che quelle somale si sono occupate della vicenda.
Jolanda Occhipinti, ragusana, è un'infermiera cinquantunenne. Giuliano Paganini, di Pistoia, un agronomo di 66. Entrambi con famiglia e figli. La donna era stata insignita nel marzo 2007, presso l'ambasciata italiana dello Yemen (Paese dove aveva svolto la sua precedente esperienza di carattere umanitario) della carica di Cavaliere dell'ordine della stella della solidarietà italiana. La Occhipinti è stata più volte impegnata in missioni umanitarie all'estero: la prima in Ruanda risale al 1995.
Ad auspicare una loro liberazione era stato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dei 45 anni della fondazione dell'Unione Africana: "Posso assicurare che resterò vicino alle autorità competenti fortemente impegnate a consentire in questo momento la rapida liberazione dei due cooperanti italiani rapiti in Somalia" aveva detto il Capo dello Stato.
L'animale, un Tarbosauro - affine al grande Tirannosauro, ma più piccolo - era lungo circa due metri e mezzo, e secondo gli scienziati morì all'età di cinque anni. E' riaffiorato dipo 70 milioni di anni
LEGGI LA NOTIZIA