Il ministro degli Esteri Franco Frattini: "La Russia sa che non accetteremo una posizione che la isoli dal contesto internazionale"
Roma, 11 agosto 2008 - Il premier Silvio Berlusconi accelera e cerca di definire un "contributo" italiano alla soluzione della crisi in Georgia. Il Cavaliere, conferma in serata il portavoce Paolo Bonaiuti, tesse per tutto il giorno una rete di contatti sondando Ue e G8. Di più. E' il ministro degli Esteri Franco Frattini a spiegare che il premier sta facendo opera di persuasione sul primo ministro russo e che oggi "Berlusconi ha detto a Putin che vanno assolutamente evitate azioni di ritorsione" da parte della Russia. Insomma, sottolinea il titolare della Farnesina, "la Russia deve collaborare con la missione europea che si sta recando a Mosca proprio in queste ore".
Detto questo, aggiunge Frattini, "è chiaro che la Russia sa che non accetteremo una posizione che la isoli dal contesto internazionale". Dal canto suo, il ministro della Difesa Ignazio La Russa assicura che "se il governo lo decidesse, l'Italia sarebbe pronta a intervenire per il cessate il fuoco" in Georgia e "per fare tornare il colloquio diplomatico e di trattativa e per riportare la pace".
Proprio oggi, del resto, arriva il via libera dei presidenti di Camera e Senato a consentire una riunione congiunta delle commissioni Esteri per esaminare il caso Georgia-Ossezia del Sud. Per tutta la giornata si rincorrono notizie sulla data in cui le commissioni si potrebbero riunire e su una possibile informativa del governo ma a sera c'è solo una certezza: l'incontro non è stato ancora calendarizzato. A riferire sarà comunque il sottosegretario agli Esteri Enzo Scotti.
Quello che sta facendo il governo non basta al ministro leghista Roberto Calderoli, che anche ieri aveva chiesto un intervento netto di Berlusconi su Putin. L'esponente del Carroccio sostiene che "Berlusconi e il governo italiano devono intervenire subito per una pace immediata" perchè "fonti del governo georgiano mi hanno spiegato che le truppe russe stanno marciando verso la capitale, è una situazione sempre più drammatica e niente affatto rassicurante".
E se dal nunzio apostolico in Georgia, monsignor Claudio Gugerotti, giunge l'accorato appello "a non lasciare sola la Georgia e le popolazioni colpite dal conflitto", l'opposizione insiste nella richiesta che l'Italia non abdichi al suo ruolo di mediatore per la pace. "Chiediamo al governo italiano - spiega il democratico Piero Fassino, ministro degli Esteri ombra - di essere parte attiva sostenendo con convinzione le iniziative di Ue e Osce e mettendo a loro disposizione gli intensi rapporti di collaborazione che l'Italia da tempo ha sia con la Russia sia con le nazioni del Caucaso". Il Pd invita anche il governo a riferire al più presto alle commissioni Esteri. Una sollecitazione di cui si è fatta interprete anche l'Italia dei valori.
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