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LE OLIMPIADI E LA REPRESSIONE

Il Dalai Lama durissimo con Pechino
"Non rispetta la tregua olimpica
E vuole un milione di cinesi in Tibet"

La massima guida spirituale e capo temporale del buddismo tibetano è in visita in Francia, ma incontrerà il presidente Sarkozy solo il prossimo 10 dicembre. "Il dialogo con Pechino deve andare avanti, però, mentre i Giochi sono in pieno svolgimento, l'oppressione del mio popolo continua"

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Parigi, 13 agosto 2008 - Il Dalai Lama, massima guida spirituale e capo temporale del buddismo tibetano, ha attaccato la Cina affermando che Pechino non sta rispettando la tregua olimpica. "La sua risposta è stata chiara: no. Mentre si tengono i giochi olimpici, l'oppressione e la repressione del popolo tibetano prosegue", ha riferito il senatore socialista Robert Badinter, al termine di una riunione a porte chiuse con il Dalai Lama al Senato di Parigi, a cui hanno preso parte una trentina di deputati francesi dei gruppi parlamentari per il Tibet.

 

"Ci ha informati di una repressione terribile che non cessa malgrado la tregua olimpica", ha aggiunto un altro senatore del Ps, Jean-Louis Blanco. "Dallo scorso 10 marzo - ha proseguito Blanco - ci sono stati degli arresti, delle esecuzioni e un imponente rafforzamento della presenza militare cinese, con la costruzione di nuove caserme".

 

Il Dalai Lama, nel corso della sua audizione tenuta in una sala del Senato francese, ha inoltre evocato il pericolo di una "colonizzazione accelerata", parlando di circa un milione di cinesi che si apprestano a stabilirsi in territorio tibetano allo scopo di "annacquare" la popolazione locale.

 

"Il governo cinese nega i problemi del Tibet e non si degna di ascoltare le richieste del popolo tibetano", ha affermato il Dalai Lama nel corso di una conferenza stampa, tenuta a Parigi, al termine dell'incontro al Senato francese con una trentina di deputati appartenenti ai gruppi parlamentari per il Tibet.

 

Il capo spirituale e temporale del buddismo tibetano, tuttavia, ha ribadito la sua disponibilità a proseguire il dialogo con Pechino. "Una decisione per quanto riguarda il proseguimento dei colloqui sarà presa in occasione della convention annuale del Parlamento tibetano in esilio, che si terrà in settembre", ha precisato il Dalai Lama.

 

Due emissari del leader tibetano hanno infatti incontrato lo scorso mese, a Parigi, alcuni rappresentanti del governo Cinese per un nuovo round di conversazioni nel quadro dei negoziati ufficiali avviati nel 2002.
"Se lo desidera, sarei ben felice di incontrarlo. Se non lo desidera, pazienza. Ma credo che abbia già espresso il desiderio che un incontro abbia luogo": ha detto il Dalai Lama in riferimento ad un possibile incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

 

Il titolare dell'Eliseo - secondo quanto annunciato da Roger Karoutchi, sottosegretario incaricato dei rapporti con il Parlamento - lo riceverà il prossimo 10 dicembre a Parigi, nell'ambito di un incontro con i premi Nobel per la Pace. Non ci sarà, come già precisato in precedenza, nessun faccia a faccia tra i due leader durante le Olimpiadi di Pechino. Per l'intera durata dei giochi olimpici il Dalai Lama si tratterà in visita in Francia, dove lo attendono una serie di appuntamenti laici e spirituali, tra cui l'inaugurazione di un tempio buddista a Roqueredonde, vicino Montpellier, nel Dipartimento dell'Herault, a cui assisterà la premiere dame Carla Bruni.

  • 13/08/2008 17:14
    Luka
    Ai cinesi non importa niente di niente, loro vogliono colonizzare il tibet e lo faranno, vogliono essere la prima potenza mondiale e lo stanno diventando. Ma poi cosa vorranno dopo questo? Mi vengono i brividi solo a pensarci. Dopo tutti questi anni di regime comunista ormai sono completamente privi di morale e non riconoscono alcun valore alla vita umana. Grossissimo sbaglio fare lì le olimpiadi.
  • 13/08/2008 18:11
    ivan
    adesso vediamo se gasparri e la meloni (che, ligi al dogma fascista: armiamoci e partite, pretendevano il gesto plateale degli sportivi) si faranno carico di una protesta ufficiale contro la cina.
  • 13/08/2008 18:22
    IL CAMMELLO
    Bene ha fatto Berlusconi a non andare a Pechino, all'apertura dei giuochi. La Cina, pur avendo assicurato che avrebbe subito cessato ogni repressione in Tibet, CONTINUA ! E quindi, quei capi di stato che ci sono andato, hanno fatto molto ma molto male. Quando la Cina capirà e imparerà ad adottare la democrazia ? L'europa tutta, farebbe bene a non comprare più niente da questa gente " antidemocratica ". Già a suo tempo fu un grande sbaglio concedergli le olimpiadi. Tanto quella è gente che non CAMBIERA' MAI ! Quindi, è bene che stiano da loro e non vengano neppure da noi in europa, altrimenti cercano di COLONIZZARCI ! ! !
  • 14/08/2008 07:51
    ivan
    io non capisco perchè un italiano che odia così tanto la cina continua a comperare le magliette cinesi a 0,50 euro. ma che inizi lui a protestare comprandosi la maglietta made in italy a 10 euro!... perchè attendere che siano sempre gli altri a compbattere le nostre battaglie?
  • Sono presenti 4 commenti
 

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