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SCUDO SPAZIALE DELLA NATO

La Polonia entra nella difesa stellare
Mosca minaccia: "Reagiremo
e non solo per vie diplomatiche"

A lanciare l'avvertimento è il ministero degli Esteri russo in una nota. Nel comunicato il Cremlino sottolinea anche che la realizzazione dello scudo tra Polonia e Repubblica ceca "dà il via alla corsa agli armamenti in Europa e non solo"

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Condoleezza Rice e il presidente polacco Lech Kaczynski Roma, 20 agosto 2008 - La Russia è convinta che gli Stati Uniti porteranno avanti il progetto per la costruzione dello scudo antimissilistico in Europa centrorientale, ma avverte che "reagirà e non solo per vie diplomatiche". A lanciare l'avvertimento è il ministero degli Esteri russo in una nota.


Nel comunicato Mosca sottolinea anche che la realizzazione dello scudo tra Polonia e Repubblica ceca "dà il via alla corsa agli armamenti in Europa e non solo".

"Queste decisioni portano diffidenza", ha sottolineato il ministero degli Esteri russo nel comunicato che arriva a poche ore dalla firma dell'accordo tra Washington e Varsavia per l'installazione di 10 missili intercettori sul territorio polacco.
 

L'installazione dello scudo antimissilistico è "dotata di un potenziale anti-russo reale", continua il ministero e "non aumenta la sicurezza del continente". La Russia "anche in questa situazione difficile" è comunque "pronta a continuare il dialogo sul sistema di difesa" ma "qualsiasi 'fiducia semplificata' è fuori questione adesso". Il dialogo si baserà "sulle decisioni pratiche e sugli accordi intergovernativi e non sulle dichiarazioni d'intenti o sulle promesse".
 

Il progetto statunitense, ammonisce Mosca, è "soltanto uno degli strumenti estremamente pericolosi creati dai progetti militari statunitensi che coinvolgono sviluppi unilaterali della difesa missilistica mondiale e l'annullamento delle restrizioni imposte dallo Start".

 

 

SCUDO USA IN POLONIA

Ora è ufficiale. In Polonia sorgerà la nuova base antimissilistica 'made in Usa', parte del progetto di scudo spaziale che comprende anche la stazione radar in Repubblica ceca. La Polonia - dopo l'adesione a Nato e Ue - pone un nuovo tassello nello storico sforzo di ridurre il pericolo che viene dal cosiddetto 'vicino lontano', la Russia. Ma proprio da Mosca arrivano gli echi di una reazione scomposta, di minacce e rabbia per aver perso la percezione dell'assoluto monopolio su un'area esclusiva di influenza mai dimenticata. Una reazione - che al pari di quella nel conflitto in Georgia - non è passata inosservata a Washington, che ha duramente replicato: "la Russia deve capire che non siamo più nel 1988. La guerra fredda è finita".

A giudicare dai toni non sembrerebbe. "I commenti che ci dicono arrivare da Mosca sono francamente bizzarri. La Guerra Fredda è terminata", ha detto il Segretario di Stato americano Condoleezza Rice, dopo aver firmato a Varsavia l'accordo per la costruzione dello base antimissilistica in Polonia. La rinsaldata alleanza polacco-americana la si percepisce nelle dure parole della Rice, che ha stigmatizzato le minacce lanciate all'indirizzo di Varsavia dal vicecapo di Stato maggiore russo Anatoli Nogovitsin.

"Minacciando la Polonia, non ci si rende conto che non siamo più nel 1988. Siamo nel 2008 e gli Usa si sono impegnati a garantire la difesa del territorio polacco, come fosse americano. Non è quindi saggio lanciare tali minacce", ha concluso la Rice, passeggiando per Varsavia.

Il governo di Tusk per non esacerbare troppo gli animi con la Russia, ha proposto ispezioni congiunte nella base in cambio di osservatori internazionali nelle installazioni militari a Kaliningrad. Al momento Mosca tace.

In mattinata la firma con il ministro degli Esteri Radislaw Sikorski e alla presenza del presidente Lech Kaczynski e del premier Donald Tusk, accompagnata dagli applausi dei presenti. La Polonia in cambio del via libera alla costruzione della base americana, ottiene una batteria di Patriot, che stazioneranno in modo permanente a partire dal 2012. Ma cosa più importante, Varsavia si assicura la piena garanzia che in caso di pericolo, gli Stati Uniti interverranno in difesa della sicurezza polacca.

La Rice nel suo intervento ha esaltato la storia della Polonia e di Varsavia, "una città straordinaria che è risorta come un monumento, dimostrando che la libertà può essere negata per un periodo ma non per sempre".

"La Polonia - ha continuato - è un simbolo della lotta per la libertà". Parlando poi più nello specifico dello scudo antimissilistico, il Segretario di Stato ribadisce che tale "progetto risponde alle minacce del XXI secolo e rafforza la collaborazione e la sicurezza, anche con gli alleati della Nato".

"Lo scudo - ha tenuto a precisare - non è rivolto contro nessuno ma in nostra difesa. La Polonia e gli Stati uniti condividono valori e visioni, ecco perchè siamo non solo alleati e partner, ma anche amici".

Il primo a prendere la parola nella sobria cornice della Cancelleria del primo ministro, è stato però il padrone di casa: Donald Tusk. "I negoziati sono stati molto duri ma cordiali e di successo. La Polonia e gli Stati Uniti collaboreranno in caso di pericolo e di minacce militari. Tale cooperazione sarà fruttuosa per entrambi, grazie anche allo scambio di informazioni politiche e militari, e alla condivisione tecnologica. Lo scudo antimissilistico rafforza la nostra collaborazione strategica. Si tratta di una svolta nei nostri rispettivi sistema di difesa. Ci mette al riparo in modo pratico da eventuali minacce". L'opinione pubblica polacca sembra dare ragione al governo di Tusk con il 63% degli intervistati a favore dello scudo.

Dopo il premier, è stato il presidente Lech Kaczynski a prendere la parola brevemente, ribadendo che tra i tanti "obiettivi strategici, quello dello scudo è stato sicuramente uno dei più importanti ad essere realizzato". Il presidente in piena atmosfera di 'guerra fredda' non ha risparmiato una frecciata - pur non nominandola mai - alla Russia, accusata di tendenze imperialistiche. "L'obiettivo raggiunto è strategico non solo per i missili Patriot di cui potremo disporre ma perchè è stato dimostrato ancora una volta che gli Usa sono interessati a bloccare certe tendenza di influenza e bilanciare il potere nella regione".










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