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PRESIDENZIALI USA / CONVENTION DEMOCRATICA

Michelle e Kennedy incoronano Barack
Sventato attentato a Obama, tre arresti

Alla convention democratica a Denver l'impatto della moglie Michelle, e i brividi del breve discorso del senatore Kennedy, presente nonostante la malattia. Barack in videoconferenza duetta con le figlie

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Michelle con le figlie parlano con Obama in video dal palco della convetion democratica a Denver Denver (Colorado, Usa), 26 agosto 2008 - Un bagno di emozioni mentre lui, il protagonista, Barack Obama, guardava in tv la convention da Kansas City. La convention democratica, che giovedì sera lo incoronerà candidato del partito alla presidenza degli Stati Uniti, è partita al Pepsi Center Denver con una coreografia bene organizzata: c'è spazio per l'impatto della moglie Michelle, e anche per i brividi più imprevisti del breve discorso del senatore Kennedy, venuto nonostante la malattia.

Un grande spettacolo, mentre il partito cerca di ricostruirsi una coesione dopo la sanguinosa battaglia delle primarie. Soprattutto bisogna dimostrare all'America che il candidato prescelto è davvero il migliore, che è un americano vero nonostante la pelle nera e la storia anomala, un democratico che tutti possono votare.

Il compito è spettato proprio a Michelle Obama, vestito verde e sorriso splendente, che ha tirato fuori la sua abilità di avvocato laureato a Harvard e l'esperienza degli ultimi mesi per raccontare il Barack privato. L'uomo che curerà l'America con la stessa tenerezza con cui riportò a casa la figlia neonata Malia, ha raccontato tracciando del marito un ritratto che va al di là dell'immagine patinata e perfetta.

Michelle come il suo Obama - "Lo stesso che ho incontrato 19 anni fa" - ha alle spalle una infanzia povera e dignitosa. Lei nei quartieri sud di Chicago. Lui, fra Hawaii e Indonesia: ma quel che conta, quel che è americano, è la capacità di lottare per migliorarsi. Sono i valori: "che dicono come lavorando duro si ottiene quello che si vuole nella vita, che ci insegnano come la parola data sia il vincolo che ci lega agli altri, che le promesse vanno mantenute, che le persone si trattano con rispetto e dignità".

Lui, Barack, la guarda da un salotto di Kansas City che condivide con la famiglia degli elettori modello, i Girardeau.

Più tardi in videoconferenza duetta con le figliolette salite sul palco accanto alla mamma. Ma se Michelle è stata la protagonista della serata, il senatore Ted Kennedy ha fornito una scintilla di commozione inaspettata giungendo sul podio nonostante il tumore al cervello per cui è stato operato due mesi fa. Debole, ma animato dalla volontà: non bastava il filmato preparato in suo onore. Lo sponsor numero uno di Obama nel partito ha promesso, "a gennaio ci sarò". Al giuramento del prossimo presidente democratico.

Dietro le quinte c'è il clan della sconfitta Hillary Clinton che scenderà in scena questa sera e quasi mezzo partito che avrebbe voluto lei, a gennaio a Washington. Molti pensano che Hillary avrebbe avuto più chance di vittoria contro il repubblicano McCain, un combattente che sta mandando in onda in tv spot elettorali durante le pause pubblicità della convention. Sul podio a Denver però per ora scendono altre due donne, a ricordare alle elettrici cos'è il partito democratico: la speaker della Camera Nancy Pelosi, e la signora Caroline Kennedy, nipote di Ted, figlia di John Fitzgerald, che ha contribuito a schierare tutta la forza della grande famiglia dietro a Barack Obama.

Obama è il nuovo Kennedy, il Kennedy nero: chi meglio di Caroline potrebbe dirlo? Difensori di "ideali senza tempo come la giustizia, l'equità, il sacrificio, la fede, la famiglia", leader come Kennedy e Obama "nascono di rado, una volta o due in una vita, e li incontriamo quando ne abbiamo più bisogno. Questo è uno di quei momenti".

Un brivido gira a Denver anche per un altro ricordo, quello delle pallottole di Oswald che uccisero il presidente JFK nel novembre 1963. L'Fbi ha arrestato almeno un uomo ed ha aperto un'inchiesta sulle voci di un possibile attentato contro il candidato senatore dell'Illinois, durante il discorso di accettazione della nomination giovedì allo stadio da football Invesco Field. Le tv hanno parlato di tre o quattro sospetti, l'Fbi ha confermato solo l'arresto di Tharin Robert Gartrell, 28 anni, per illeciti collegati al possesso di armi e droga. "E' prematuro dire se ci fosse una vera minaccia o per stabilire cosa sarebbe stato in grado di fare", ha detto un funzionario del governo che ha parlato in forma anonima.










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