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INDIA

Violenze contro i cristiani
Le vittime salgono a 14

In segno di solidarietà, chiuse per un giorno tutte le scuole gestite dalla chiesa cattolica. Il ministro Frattini ha convocato l'ambasciatore indiano e chiede l'interessamento dell'Ue

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India, attivisti indù Nuova Dehli, 28 agosto 2008 - E' salito a 14 il numero dei cristiani uccisi nello stato di Orissa nell'India orientale, secondo una nota inviata alla Misna dall'ufficio della diocesi di Sambalpur.  Le violenze, attribuite ai gruppi radicali indù Vhp (Forum mondiale indù), Bajaral Dal e Rss (Corpi volontari nazionali) pur essendo state duramente condannate da molti membri dell'opposione, non hanno finora fatto oggetto di nessuna presa di distanza  ufficiale da parte del leader dell'Orissa, Naveen Patnaik:  Il suo partito, al governo dal 2000, fa parte della coalizione del Bharatiya Janata parti, partito nazionalista indù vicino ai movimenti radicali.

 


Nella nota si riferisce inoltre di 42 chiese bruciate, di cui una decina pentacostali e battiste, tre conventi cattolici, cinque ostelli, sette centri pastorali e circa 300 case date alle fiamme o danneggiate. Padre Alphonce Toppo, segretario del vescovo di Salmbampur, ha diffuso la notizia di una riunione che si terrà domattina tra i capi religiosi delle tre maggiori confessioni locali (cristiana, musulmana e indù) per discutere della situazione ed elaborare insieme una strategia per uscire da questa sanguinosa crisi. Il religioso Alphonce Toppo ha poi aggiunto: "Siamo molto preoccupati per gli sfollati, difficile dire quanti siano, che per fuggire dalle violenze sono scappati nelle foreste, e sono lì da quattro giorni senza cibo né acqua.  In quelle zone la foresta è molto fitta e neanche la polizia sa bene come trovare e riportare indietro queste persone", mentre le autorità locali stanno prendendo i primi provvedimenti per creare centri di accoglienza.

 


Intanto, in segno di solidarietà, domani resteranno chiuse in India tutte le scuole gestite dalla chiesa cattolica, stando a quanto ha comunicato dalla Conferenza episcopale indiana in una nota pubblicata anche sul suo sito. Nel messaggio, il cardinale Varkey Vithayanthil, presidente della Conferenza dei vescovi, ha invitato "tutte le comunità cattoliche a protestare pacificamente, per dimostrare contro il ripetersi degli attacchi contro i cristiani in diverse parti della nazione". Le istituzione educative, di ogni grado, gestite dalla chiesa cattolica sono molto numerose e presenti in tutto il paese, e vi studiano studenti di tutte le religioni.

 


Di fronte al crescere della spirale di violenza il nostro Paese ha assunto una posizione di aperta condanna ed è in prima linea per invocare una forte azione diplomatica della Comunità Europea sulla questione.  Andrea Ronchi, ha sollevato stamattina in Consiglio la grave problematica. Il Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, nel condividere in pieno le proposte del Ministro Ronchi, ha chiesto ed ottenuto il consenso e l'incoraggiamento del Consiglio affinché sia richiesto alla Presidenza francese di affrontare l'argomento nell'agenda del prossimo Consiglio europeo informale dei Ministri degli esteri.  Il Dicastero degli affari esteri convocherà inoltre l'Ambasciatore indiano a Roma per "rappresentare la forte aspettativa del Governo di una incisiva azione".










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