L'aspirante vicepresidente aveva attaccato il leader democratico di connivenza con i 'terroristi': accusa subito rintuzzata. Ma poi critica anche il suo capo per la decisione di abbandonare il Michigan
Englewood (Colorado), 5 ottobre 2008 - A un mese dal voto sale di tono la campagna elettorale statunitense. Dopo gli attacchi di Sarah Palin a Barak Omba,a accusato di connivenza con "terroristi", lo staff del candidato democrativo replica prontamente mentre nel fronte repubblicana si colgono i primi disaccordi tra John McCain e la sua vice designata.
Il fatto che la candidata repubblicana alla vicepresidenza abbia accusato il rivale democratico di "fare amicizia con i terroristi", a causa della sua presunta vicinanza con un ex attivista radicale degli anni Sessanta - dice un portavoce di Obama, Hari Sevugan, è offensivo ma non sorprendente. "Quello che ormai è chiaro è che John McCain e Sarah Palin passeranno il loro tempo più a tentare di far cadere Obama che a tirare su la nostra economia".
Obama - aveva accusato la Palin - "non vede l'America come la vedo io o la vedono gli americani, la vede talmente imperfetta da fare amicizia con terroristi che hanno colpito il loro stesso paese", ha detto la candidata repubblicana alla vicepresidenza, facendo riferimento a un articolo apparso sulla prima pagina del New York Times in cui si racconta di un incontro tra il senatore di Chicago e Bill Ayers, che nel 1969 fondò Weathermen, organizzazione che, per protesta contro la guerra del Vietnam e "l'imperialismo americano", dichiarò "lo stato di guerra contro il Governo", organizzando sommosse, colpendo con bombe artigianali gli edifici governativi e varie banche.
Anche se il quotidiano newyorkese sottolinea che Obama ha liquidato la vicenda definendo Ayers "solo una persona che vive nel mio quartiere" e uno che "ha lavorato a programmi educativi cui ho lavorato anche io" (entrambi hanno lavorato per Woods Fund, società di beneficienza che aiuta i poveri e dal cui consiglio di amministrazione Obama è uscito nel 2002), Palin non ha esitato a seguire la linea aperta dallo stesso McCain nella primavera scorsa, quando si domandò come il senatore dell'Illinois potesse "approvare una persona coinvolta in attentati e che ha ucciso persone innocenti". In realtà, in un'esplosione accidentale morirono tre membri del Weathermen, ma nessuna delle bombe lanciate contro gli edifici provocò vittime.
Mentre quindi lo scambio di colpi si fa pesante, affiora anche una certa ruggine tra la Palin e il suo capo.
Sarah Palin contesta infatti la decisione del candidato alla presidenza John McCain di abbandonare la sua campagna elettorale nello stato del Michigan, ritenendolo ormai orientato a votare per i democratici. In un'intervista rilasciata a Fox News, la candidata repubblicana alla vicepresidenza ha dichiarato di aver appreso la decisione dai giornali, all'indomani del suo confronto televisivo con il democratico Joe Biden, rivelando di non essere stata consultata a riguardo.
Appena l'ho letto ho inviato una e-mail di fuoco per contestare questa decisione - ha dichiarato - io e Todd (il marito) saremmo felici di andare in Michigan e visitare le grandi aziende produttrici di autovetture. Saremmo felici di parlare alla gente del Michigan colpita dalla crisi economica". Il governatore dell'Alaska ha riconosciuto il forte distacco rilevato dai sondaggi in Michigan, che danno alla coppia democratica un margine anche di 13 punti sui repubblicani, ma si dice convinta a "voler provare".
Nel clima convulso di queste ore, torna intanto a schierarsi con Obama la sua ex rivale Hillary Clinton. Durante una cena elettorale in favore del candidato vicepresidente democratico, Joe Biden, la Clinton attacca John McCain senza mezzi termini: è un emulo del presidente George W. Bush, dice la Clinton, non certo qualcuno che si distingue da lui. Secondo Clinton, il senatore dell'Arizona offre agli elettori "praticamente lo stesso" della politica di Bush.
In particolare l'ex aspirante alla candidatura democratica ha ricordato come McCain non intenda estendere le leggi contro la discriminazione sul lavoro ai casi legati all'orientamento sessuale e sia favorevole all'attuale tendenza dei vertici militari a mettere a tacere i gay all'interno delle caserme.