Il premier designato informa ufficialmente il presidente Shimon Peres del fallimento dei negoziati per la formazione di un nuovo esecutivo. Le elezioni potrebbero essere fissate per il 17 febbraio
Roma, 26 ottobre 2008 - Tizpi Livni non ce l'ha fatta, e Israele deve tornare alle urne. Il leader del partito di governo israeliano Kadima, Tzipi Livni, ha chiesto di tenere nuove elezioni all'inizio del 2009. "Non sono disposta a subire ricatti, sia sulla politica estera che di bilancio, e quindi sceglierò le elezioni".
"Il popolo sceglierà i suoi leader", ha dichiarato Livni durante un incontro con il Presidente israeliano Shimon Peres, nella sua residenza a Gerusalemme. Da parte sua, il presidente ha fatto sapere che convocherà "nei prossimi tre giorni" i leader delle altre formazioni politiche per informarli della decisione di Livni di rinunciare a formare una coalizione di governo.
La data probabile delle elezioni, secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Ha’aretz, è compresa tra febbraio e marzo, presumibilmente il 17 febbraio.
L’iter che porterà alle urne è il seguente: dopo l’annuncio formale da parte del premier designato dell’impossibilità di formare un governo, il presidente Shimon Peres avrà tre giorni di tempo per eventuali ulteriori consultazioni prima di informare il presidente della Knesset; da quel momento e nelle tre settimane successive è possibile presentare una richiesta di nomina di un deputato per un nuovo incarico se questa porta la firma di almeno 61 parlamentari sui 120 della Knesset.
Poi inizieranno i 90 giorni di campagna previsti prima delle elezioni, che si svolgerebbero dunque nell’ultimo martedì disponibile, il 17 febbraio.
Una seconda possibilità è che i leader dei partiti si mettono d’accordo su una data specifica (che non può essere precedente) e approvino una legge ad hoc: nessuno tuttavia sembra interessato a ritardare ulteriormente il voto.