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Palin-McCain, coppia in crisi
Bill Clinton in campo per Obama

La governatrice dell'Alaska non ci sta ad assumere il ruolo di capro espiatorio. E 'gioca in proprio', scatenando la resa dei conti all'interno del partito repubblicano

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John McCain e Sarah Palin Washington, 26 ottobre 2008 - Negli ultimi giorni di una campagna che lo vede in una situazione di crescente e sempre più netto svantaggio, John McCain deve fare i conti anche con una ‘Palin insurgency’. Dopo che «The Politico» non ha esitato a ricorrere al termine usato per la guerriglia irachena, anche la Cnn descrive la situazione, non più di semplice tensione come era trapelato nei giorni scorsi, ma di vera e propria insubordinazione della governatrice dell’Alaska nei confronti del suo boss e dei suoi consiglieri.


Che non ci sta al ruolo di capro espiatorio di una sconfitta annunciata che le starebbero, a detta dei sostenitori della Palin, cucendole addosso gli strateghi di McCain. E che invece ha deciso di giocare in proprio, scegliendo la linea dell’attacco più sfrenato e senza riserve di colpi, non per far vincere oggi il ticket ma per il proprio futuro politico.


«È una diva: non ascolta i consigli di
nessuno -ha detto alla Cnn uno dei consiglieri del candidato repubblicano- non si fida di nessuno di noi. E poi sta giocando per il suo futuro e si vede già come il prossimo leader del partito. Ricordatevi: le prime donne si fidano solo di se stesse e si considerano l’inizio e la fine di ogni conoscenza».

Parole che non potrebbero essere più esplicite, con un altro ‘staffer’ di McCain che ricara la dose spiegando come ormai la Palin non segua più le indicazioni che le vengono date e non esita a criticare in pubblico le scelte fatte dalla campagna, come dichiarsi contraria con i giornalisti alla decisione di McCain di sospendere la campagna in Michigan, ormai ritenuto perso.

Ed agli attacchi che arrivano dall'entourage della Palin a Steve Schmidt, lo stratega capo di McCain, accusato il responsabile delle disastrose interviste rilasciate dalla governatrici, un altro consigliere del candidato repubblicano replica ricordando la «drammatica mancanza della più basilare capacità di comprendere le questioni» mostrata dalla Palin nel momento in cui è stata ‘preparata' ad essere la candidata alla vicepresidenza. Una preparazione che è costata una fatica «mai fatta prima per nessun candidato nella storia».


«Non gioca più per il 2008 ma per il 2012 -taglia corto, dall’altro lato della barricata, il sondaggista democratico Peter Hart- non ha mai accettato di essere guidata, ed alla fine gli elettori si sono rivolti contro di lei, per la sua preparazione e per il suo carattere».
 










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