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ALESSANDRIA D'EGITTO

Maestro picchia a morte alunno
"Volevo educarlo, non ucciderlo"

Il quotidiano 'al Masry al Youm'  racconta che l'insegnante avrebbe deciso di dare una punizione esemplare allo studente 11enne perchè non aveva fatto i compiti. Il bimbo secondo il referto dei medici è morto “per arresto cardiaco e cerebrale"

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Violenza su minore (Foto NewPress) Roma, 28 ottobre 2008 - “Punito con la morte dal suo insegnate per non aver fatto i compiti”. Così scrive oggi il quotidiano egiziano 'al Masry al Youm' sulla vicenda di Islam Amro, un bambino di 11 anni alunno di una scuola elementare in Alessandria d’Egitto “picchiato fino alla morte” dal suo insegnante per non avere fatto parte dei compiti che gli erano stati assegnati.

Secondo le testimonianze raccolte dal giornale, il piccolo Islam della scuola elementare Osman in un primo momento era stato solo “redarguito” dal maestro di matematica Haitham Nabil Abdel Hamid “per non avere risolto parte dei problemi”. Poi, “di fronte all’indifferenza mostrata” dal suo alunno, l’insegnante sarebbe passato alle maniere forti “picchiando Islam con la bacchetta”.

Alle resistenze del bimbo - proseguono le testimonianze - il maestro avrebbe deciso “una punizione esemplare e lo ha portato fuori della classe”. E’ allora che sarebbe avvenuta la tragedia: il maestro, 23enne, “lo colpisce violentemente sul ventre fino a quando Islam non perde i sensi”. Portato in ospedale, il bimbo secondo il referto dei medici muore “per arresto cardiaco e cerebrale”. Al commissariato della polizia, l’omicida ha ammesso le sue colpe affermando di averlo picchiato il bambino “non per ucciderlo ma per educarlo”.










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