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SPAGNA

L'Eta rivendica 10 attentati:
'La resistenza continua'

”La resistenza continuerà finché i diritti dei Paesi Baschi non saranno riconosciuti e rispetati”, ha fatto sapere l’Eta con un comunicato pubblicato sul sito internet del giornale indipendentista basco Gara

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Madrid, 5 novembre 2008 - L’organizzazione indipendentista armata basca Eta ha rivendicato oggi dieci attentati e ha affermato che continuerà “la resistenza” finché il governo spagnolo non si siederà ancora intorno a un tavolo di negoziati.

”La resistenza continuerà finché i diritti dei Paesi Baschi non saranno riconosciuti e rispetati”, ha fatto sapere l’Eta con un comunicato pubblicato sul sito internet del giornale indipendentista basco Gara. Gli indipendentisti garantiscono poi che riusciranno a far negoziare di nuovo Madrid. “Li faremo di nuovo sedere (al tavolo dei negoziati) per riconoscere una volta per tutte i diritti dei Paesi Baschi”.

Dopo il fallimento di un tentativo di negoziati con l’Eta nel 2006-2007, il governo socialista spagnolo di José Luis Rodriguez Zapatero ha detto più volte che non avrebbe più trattato con il gruppo indipendentista basco.

L’organizzazione terrorista ricorda di essere vicina 50esimo anniversario della sua nascita e rivendica nel suo comunicato dieci attentati compiuti a partira da luglio: fra questi, quello in cui fu ucciso il brigadiere Luis Conde a Santona (Cantabria) e l’autobomba nell’Università di Navarra a Pamplona, della scorsa settimana.

Per costringere di nuovo il governo spagnolo al negoziato, l’Eta minaccia nuovi attentati, dicendo che non resterà “con le braccia incrociate davanti all’attacco terrorista globale a Euskal Herria (i Paesi Baschi, ndr)”. Il gruppo terrorista critica anche la forte pressione giudiziaria e di polizia subita negli ultimi mesi, con “la successione di messe al bando, arresti e detenzioni” con cui il governo spagnolo “cerca di mettere fine alla sinistra indipendentista o intimidire i suoi militanti” e “ricorda che tutti i predecessori di José Luis Zapatero cercarono di fare lo stesso senza raggiungere il loro obiettivo”.

Secondo Eta, l’unica soluzione possibile per la fine della sua campagna terrorista - costata la vita a 824 persone in 40 anni - è “costuire un quadro democratico basato sull’autodeterminazione”.










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