Wilton Daniel Gregory, arcivescovo metropolita di Atlanta, traccia un parallelo tra quello che e’ successo negli Stati Uniti e quello che potrebbe accadere in futuro in Vaticano
ROMA, 6 novembre 2008 - Dopo le lacrime in diretta di Jesse Jackson e l'accostamento fatto da più parti - ultimo Romano Prodi - tra l'elezione di Obama e Martin Luther King, anche i vescovi americani esultano per l'elezione del primo presidene afroamericano.
‘’Ora la Chiesa e’ pronta a un papa di colore’’, annuncia Wilton Daniel Gregory, arcivescovo metropolita di Atlanta, tracciando un parallelo tra quello che e’ successo negli Stati Uniti e quello che potrebbe accadere in futuro in Vaticano. Gergory, primo uomo di colore a guidare la chiesa americana, spiega come l’elezione di Obama costituisca’’un grande passo per l’umanita’, il segno che negli Stati Uniti il tema della razza e il problema della discriminazione sono stati superati’’.
’’Se Obama alla Casa Bianca - continua - e’ come il primo uomo sulla Luna, sicuramente puo’ accadere lo stesso sul soglio di Pietro. Non dimentichiamo che in conclave la saggezza dei cardinali e’ guidata dalla sapienza dello Spirito Santo’’.
D’altra parte nota Gregory ‘’anche la Chiesa ha fatto balzi in avanti impressionanti e i recenti pontificati hanno svolto un eccellente lavoro per rendere internazionale e cosmopolita la curia, portando a Roma membri di un grande spettro di razze e nazioni’’, dando cosi’ prova ‘’della reale identita’ mondiale’’ della Chiesa.