Era il 1987 e Kim, anche se innocente, fu accusato di aver copiato il compito. Ancora offeso, nei mesi scorsi si era presentato al professore chiedendogli le scuse, che però non sono mai arrivate. Domenica notte lo ha ucciso
Seul, 10 novembre 2008 - Un rancore senza limiti quello che ha portato un uomo sudcoreano ad uccidere il suo ex insegnante 21 anni aver subito quello che considerava un torto insostenibile.
Kim, che allora frequentava la scuola superiore, ha confessato alla polizia di Seul di aver assassinato il suo ex-professore, un uomo di 58 anni identificato come Song, per un episodio per il quale riteneva di essere stato punito ingiustamente.
Era il 1987 e Kim, finito un compito in classe venti minuti prima degli altri, decise di schiacciare un pisolino. Al risveglio si accorse che i compagni gli avevano copiato il compito, ma la colpa dell’accaduto ricadde su di lui: l’insegnante lo punì con cento bacchettate.
Ancora offeso dall’ingiustizia, nei mesi scorsi Kim si era presentato più volte alla sua ex scuola e aveva chiamato a casa il professore chiedendogli le scuse, che però non sono mai arrivate. Ha deciso così di vendicarsi a modo suo: domenica notte si è presentato davanti all’abitazione di Song, nel distretto di Eunpyeong, e lo ha ucciso.
La polizia lo ha arrestato nell’ospedale dove Kim si era recato per farsi curare le ferite alla mano durante la colluttazione. (AGI)