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L'AGGUATO

Suore italiane rapite in Kenya:
nessuna richiesta di riscatto

Notte di apprensione in Africa e anche al centro missionario Charles de Foucauld di Cuneo per la sorte delle due religiose

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Suor MariaTeresa Olivero, una delle due missionarie rapite in Somalia (Ansa) Cuneo, 11 novembre 2008 - Notte di apprensione in Kenya e a Cuneo per la sorte delle due suore rapite da un gruppo somalo nella notte tra domenica e lunedì a El Wak, a una manciata di chilometri dal confine somalo. "Finora nessun gruppo particolare ha rivendicato il rapimento", hanno riferito i membri della comunità, che non hanno certezze sull’identità dei sequestratori, nè sulle loro motivazioni.

 

L’unica cosa certa, oltre alla richiesta di "riservatezza per non creare interferenze dannose in una situazione così delicata", è che la missione sta lavorando per attivare contatti con i rapitori attraverso gli anziani dei villaggi delle zone interessate, così da arrivare nel più breve tempo possibile alla liberazione delle due anziane religiose.

 

Sul sito del movimento contemplativo e missionario Charles de Foucauld (che ha sede a Cuneo, nella struttura conosciuta come ‘la Città dei Ragazzì) si legge l’appello: "In questo momento abbiamo bisogno della preghiera di tutti per le nostre sorelle Rinuccia e Maria Teresa della missione di El Wak in mano ai rapitori". Alle pagine web è affidata una ricostruzione di quanto accaduto nella piccola comunità missionaria (indicata come ‘fraternita, all’interno del movimento) di El Wak, nel nord est del Kenya, a cinque chilometri dal confine con la Somalia.

 

"La nostra presenza qui - si legge sul sito - come in ogni altra missione in altri Paesi è una presenza di preghiera e di condivisione di vita con gli ultimi, gli emarginati. La Fraternità di El Wak viveva un’accoglienza quotidiana di malati di tubercolosi, di epilessia, di mamme e bambini denutriti, casi di handicappati.
Un’amicizia costruita nel tempo, con tanti legami di fiducia, ha costituito il sentiero percorso in tutti questi anni. Fino a oggi la Fraternità non ha ricevuto minacce, nè ha corso particolari pericoli, nonostante la zona sia carica di tensioni tra diverse etnie" (/Fonte: Agi)










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