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IL PREMIER IN TURCHIA

Berlusconi: "Scudo spaziale?
La Russia è stata provocata"

Così il premier sulle scelte statunitensi di piazzare una difesa anti-missile ai confini dell'Europa orientale. Poi dichiara che si farà il possibile "per mettere la parola fine al processo di allontanamento tra occidente e Russia"

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Erdogan e Berlusconi (foto Ap/LaPresse) Smirne, 12 novembre 2008 -Il progetto di ‘scudo spaziale' ai confini dell’Europa orientale è stata una vera e propria ‘provocazione' per la Russia, che non poteva reagire altrimenti che con una posizione altrettanto dura. A pochi giorni dalle elezioni americane e mentre George W. Bush si appresta a lasciare la Casa Bianca, Silvio Berlusconi, critica con una durezza inusuale le scelte statunitensi di piazzare una difesa anti-missile in quella che per anni è stata considerata "sfera d’influenza" di Mosca.

 

Berlusconi arriva a Smirne per un breve bilaterale con il premier turco Recep Erdogan e una delegazione di ministri, ribadisce la volontà italiana di favorire, anzi di ‘accelerare' i negoziati per l’ingresso della Turchia nell’Unione europea e, in un unico passaggio della sua conferenza stampa dedicato alla politica interna, torna a sottolineare che nessun dialogo con l’opposizione è possibile, nemmeno per mettere a punto un’agenda comune in vista del G20, visto che la sinistra italiana "non è socialdemocratica".

 

Ma a fare scalpore sono le parole che il premier sottolinea a difesa di Mosca: Berlusconi ribadisce di volersi impegnare per favorire un incontro il prima possibile tra il presidente russo Medvedev e il neo inquilino della Casa Bianca, Obama e spiega che "la priorità della politica estera italiana" sarà quella di evitare i rischi di una nuova Guerra fredda, favorendo un ritorno allo spirito e alla lettera di Pratica di Mare e facendo il possibile "per mettere la parola fine al processo di allontanamento tra occidente e Russia".

 

"Diciamolo chiaro - chiarisce Berlusconi - la Russia ha subito delle provocazioni, con il progetto di collocare i missili in Polonia e Repubblica Ceca, e con il riconoscimento del Kosovo così come con l’ipotesi di un ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato". Dunque, continua il presidente del Consiglio, le reazioni della Federazione Russa e l’idea di installare una difesa missilistica a Kaliningrad non può che essere una reazione a quelle provocazioni. Ma questo rischio di escalation, continua il premier, "è da evitare. E l’Italia farà il possibile per avvicinare le due parti. Ed evitare i decenni terribili della Guerra Fredda".

Fonte Agi










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