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Abusi da 'Trainspotting' su Baby P
Bufera sui servizi sociali assenti

Lasciato solo al buio, torturato, picchiato e morso dai cani. Questa è stata la breve vita di un bambino inglese di 17 mesi morto in agosto a causa degli ripetuti abusi commessi dal compagno della madre. Ora la stampa attacca i servizi sociali che fecero poco o niente per impedirlo

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Londra, 16 novembre 2008 - Lasciato solo al buio nel suo lettino per tutto il giorno, torturato, picchiato e morso dai cani. Il racconto della breve vita di "Baby P", un bambino inglese di 17 mesi morto in agosto a causa degli ripetuti abusi commessi dal compagno della madre, sembra una scena del film ‘Trainspotting’.

News Of the world’ ha raccolto la testimonianza di una quindicenne che ha assistito alle violenze cui fu sottoposto il bambino e descritto l’ambiente in cui viveva: un’appartamento a Haringey, nord di Londra, "putrido e infestato" (con escrementi umani alle pareti e odore di urina fino a bloccare il respiro).

Ma ancora più scandaloso è il resoconto degli abusi commessi dal compagno della madre, mentre lei passava la giornata sdraiata a fumare marijuana, giocare a poker al computer o a chattare sul web. Nei terribili mesi di convivenza l’uomo avrebbe inflitto al piccolo ogni tipo di tortura: amputato i polpastrelli e strappato le unghie con una pinza, colpito i genitali con una scarpa, addestrato i cani domestici a morderlo al volto, inserito una bottiglia in bocca così forte da tagliargli la bocca.

Quando fu trovato morto il 2 agosto nella sua abitazione, Baby P figurava nell’elenco dei bambini a rischio abusi e per questo la stampa inglese ha puntato il dito anche sui servizi sociali, che, pur, avendo in cura la madre e il bimbo sin dalla nascita di quest’ultimo, non sono riusciti a prevenire la tragedia. In particolare - sostiene l’Independent - non è chiaro come gli assistenti sociali, nel corso delle numerose visite all’appartamento, non si siano accorti che nella casa viveva anche il compagno della madre, suo fratello, la ragazza 15enne e i cinque figli di quest’ultimo (di età compresa tra 7 e 14), oltre a un serpente e due cani (un Rottweiler e uno Strafford bull terrier).

Inoltre, negli ultimi otto mesi di vita al bimbo furono diagnosticate 50 lesioni e ferite, tutte registrate dai servizi sociali. Ma fu tolto alla madre solo per brevissimi periodi (due volte per 20 giorni complessivi), perchè chi fece le indagini non riuscì mai a provare che le lesioni non fossero frutto di cadute o altri incidenti, come la donna sosteneva.(Agi)










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