I caschi blu hanno risposto con colpi di arma leggera a un attacco nella zona di Kibututu. Dopo il ritiro delle truppe di Nkunda l'area rischia di essere militarizzata dall’esercito governativo, dalla milizia Mai-Mai e dai ribelli Hutu del Ruanda
Kinshasa, 19 novembre 2008 - I militari della missione delle Nazioni Unite Monuc hanno aperto il fuoco contro una milizia filogovernativa della Repubblica democratica del Congo. I caschi blu hanno risposto con colpi di arma leggera a un attacco contro due veicoli della missione che stavano pattugliando la zona di Kibututu, ha detto il portavoce della Monuc Jean-Paul Dietrich, sottolineando che l’obiettivo era evitare che ci fossero feriti tra i civili. Versione contraddetta dal portavoce della milizia Mai-Mai, Didier Biatki, che sostiene siano stati i peacekeeper a sparare per primi.
Il giorno dopo il ritiro delle truppe del generale deposto Laurent Nkunda da due postazioni a 80 chilometri a nordest di Goma, capitale del Nord Kivu, la situazione nella zona è ancora complessa. L’ex generale, a capo del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (Cndp), teme che l’area liberata invece di essere controllata dalle forze di pace, a cui ha lasciato il posto, venga militarizzata dall’esercito governativo, dalla milizia Mai-Mai e dai ribelli Hutu del Ruanda. In quel caso, ha specificato, il ritiro potrebbe essere annullato.
Proprio in questi giorni, comunque, si sta mettendo a punto un incontro tra le forze di Nkunda e le truppe governative per "discutere i problemi pratici per smilitarizzare la zona", ha riferito Dietrich.
Nel frattempo il ministro degli Esteri francese Jean-Pierre Jouyet ha annunciato una proposta al Consiglio di sicurezza dell’Onu per rafforzare il contingente Monuc. "È chiaro", ha dichiarato, "che questa crisi non può essere risolta senza un incremento dei mezzi per le forze di pace, soprattutto quelle dell’Onu".