Votano i militanti socialisti. Il terzo candidato sosterrà Martine al ballottaggio. Ségolène vincente al primo turno, poi non avrà i voti di Benoit Hamon
Parigi, 21 novembre 2008 — DUE DONNE e un uomo: le prime due grintosissime, decise a conquistare la poltrona anche a colpi di baionetta. Più sbiadito, meno sanguigno, meno tracotante il terzo, che stritolato fra le due “ladies” non ha nessuna possibilità di vincere, ma cercherà comunque di far pesare il suo voto in vista di un eventuale - molto probabile - secondo turno. Ségolène Royal e Martine Aubry, ala destra e ala sinistra del Partito socialista francese, giocano il tutto per tutto in queste ore. Accanto a loro il terzo candidato alla segreteria del PS, Benoit Hamon, ex leader del movimento studentesco approdato all’Europarlamento, può solo sperare in un miracolo capace di proiettarlo verso la vittoria.
I MILITANTI, 232.912 iscritti in regola con il pagamento delle quote, hanno iniziato a votare ieri pomeriggio alle 17. Non si sa ancora quanti hanno effettivamente partecipato al voto: ed è questa una delle grandi incognite che possono far pendere la bilancia in favore di Ségolène o di Martine. Lo scrutinio verrà completato a tardissima ora: avremo i risultati finali soltanto verso l’una o le due di notte. Secondo le previsioni più attendibili nessuno fra i tre candidati dovrebbe ottenere la maggioranza del 50 e passa per cento necessaria per essere eletti: i due concorrenti che avranno ottenuto più voti si sfideranno dunque in un secondo turno, che avrà luogo oggi stesso.
I PRONOSTICI per la prova elettorale di ieri assegnano il primo posto a Ségolène Royal, seguita da Martine Aubry. Al secondo turno, oggi, la situazione potrebbe capovolgersi se i simpatizzanti di Benoit Hamon seguiranno l’indicazione di votare Aubry, già anticipata dal loro leader. Ad una Ségolène trionfante il giovedì, potrebbe succedere dunque una Martine vittoriosa il venerdì: le probabilità che la Aubry raccolga l’eredità di François Mitterrand, di Lionel Jospin e di François Hollande (segretario uscente, ex compagno della Royal e padre dei suoi quattro figli), appaiono infatti molto consistenti. “Si tratta solo di probabilità di tipo aritmetico”, ha commentato Ségolène Royal, che spera in un vigoroso sussulto dei militanti ostili agli “elefanti” del partito – Fabius, Jospin, Strauss-Kahn, Delanoe e via dicendo – tutti schierati in favore della Aubry. “Rappresentano la concezione più arcaica del partito, ancorata ad una sinistra pura e dura che ha perso tre elezioni di fila: il PS ha bisogno di cambiare, di aprirsi al dialogo con il centro, di diventare un partito più gioioso, più creativo, capace di innovare e di costruire”, ha detto ieri il deputato Vincent Peillon, braccio destro di Ségolène Royal e suo futuro vice in caso di vittoria. Martine Aubry, figlia di Jacques Delors e madrina delle 35 ore (provvedimento odiato dalla destra e dalla maggioranza degli imprenditori), ha ribadito anche ieri la sua idea di un PS “in sintonia perenne” con il movimento operaio e sindacale. Conta sull’appoggio di Benoit Hamon, ideologicamente sulle sue stesse posizioni, e del sindaco Bertrand Delanoe, che si è ritirato dalla competizione per farle posto: ma una buona metà dei simpatizzanti di quest’ultimo preferiscono Ségolène, unica secondo loro capace di battere la destra alle prossime presidenziali.
IL NUOVO segretario avrà un compito pesantissimo: il PS è in coma dopo il congresso, ribattezzato “il massacro di Reims”, che ha visto emergere nei giorni scorsi odi e rivalità feroci fra i vari leader: “Mi vergogno per il mio partito”, ha commentato – ed è tutto dire – il segretario uscente Hollande
di GIOVANNI SERAFINI