Giro di vite sulla notte della capitale spagnola, dopo la morte di un giovane di 18 anni durante una rissa con un buttafuori. Fra i locali chiusi c'è anche la mitica ‘Riviera’, ‘La Fiesta’ dei ruggenti anni '80
Madrid, 21 novembre 2008 - Il comune di Madrid, governato dal sindaco di centrodestra Alberto Ruiz-Gallardon (Partido popular, Pp), ha deciso di chiudere quattro grandi discoteche della capitale spagnola, per “infrazioni molto gravi”: fra i locali chiusi c’è la Riviera, una disco-sala da concerti vicino al fiume Manzanares che fa parte della storia della mitica movida madrilena (negli anni ‘80 si chiamava ‘La Fiesta’), e ha ospitato concerti di James Brown, Lou Reed, Art Garfunkel e Alanis Morrisette.
La chiusura de ‘La Riviera’, assieme al ‘Moma’, al ‘But’ e al ‘New Garamon’ arriva appena una settimana dopo le polemiche per la morte di un giovane di 18 anni, Alvaro Ussia, morto durante una rissa con i buttafuori di un altro locale subito chiuso, ‘El Balcon de Rosales’.
I locali chiusi oggi, secondo quanto riportato dai media spagnoli, non avevano le licenze a posto, e alcuni - come la stessa Riviera - avevano procedimenti in sospeso dal 2007. Sull’onda della pressione mediatica, il comune ha deciso di passare alla linea ‘tolleranza zero’.
Proprio oggi la regione autonoma di Madrid ha emesso un decreto in cui viene regolata l’attività dei buttafuori: d’ora in avanti dovranno superare test psicologici e psicotecnici nell’Accademia della polizia locale, e un esame sui conoscimenti di base in materia di sicurezza.