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BRUXELLES

Vende il figlio on line a coppia,
non rischia: in Belgio non è reato

La legge belga non prevede nè il reato di vendita di un figlio nè quello di acquisto e quindi la madre naturale sarà perseguita solo per aver fornito false generalità (sue e del nascituro) al momento del ricovero (per una pena che va dai 5 ai 10 anni di carcere)

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Neonato (Ap / Lapresse) Bruxelles, 25 novembre 2008 - Una lacuna che la legge belga in futuro dovrà colmare. La lingua fiamminga, di fatto un dialetto olandese, ha certamente aiutato una giovane delle Fiandre a farsi passare nell’ospedale di Gand per una signora olandese sotto il cui nome ha poi partorito, ed alla quale ha poi venduto il figlio. La legge belga, però, non prevede nè il reato di vendita di un figlio nè quello di acquisto e quindi la madre naturale sarà perseguita solo per aver fornito false generalità (sue e del nascituro) al momento del ricovero (per una pena che va dai 5 ai 10 anni di carcere).

Le due donne sono entrate in contatto tramite un annuncio pubblicato dalla giovane belga in un sito per gay e lesbiche, nel quale la giovane fiamminga, in accordo col compagno, spiegava di non poter tenere questo secondo figlio e che sarebbe stata felice di darlo a qualcuno in grado di amarlo. Di fatto l’annuncio è stato raccolto da una coppia eterosessuale olandese, nella quale la donna non può avere figli.

Raggiunto l’accordo economico (che secondo i media è stato tra i cinque e i diecimila euro) le due coppie pensano allo stratagemma di far ricoverare la puerpera (all’inizio di giugno) esibendo un documento dell’assicurazione olandese della madre ‘adottiva’. Il bimbo nasce quindi come olandese e la donna non ha difficoltà a recarsi allo stato civile di Gand per registrate la nascita di “suo” figlio.

La storia vera però, non è ben chiaro come, è uscita fuori dopo qualche tempo e si è aperta la questione giudiziaria. I magistrati sono dovuti andare per esclusione: in Belgio non c’è legge che impedisca di vendere o comprare bambini, non si tratta certo di abbandono di minore e tanto meno di rapimento quindi il ripiego è stato quello delle false generalità. Ora però qualche giornale fiammingo parla senza mezzi termini di “traffico di essere umani”. Anche la magistratura olandese ha aperto un fascicolo. Il bimbo però, a quanto risulta agli inquirenti, sta bene, vive in Olanda (da dove la magistratura belga non può chiedere il rimpatrio).










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