A causa delle proteste gli aeroporti sono stati bloccati e se e quando riapriranno devono smaltire una mole di traffico eccezionale. Un poliziotto di Aosta: "Dobbiamo pagarci vitto e alloggio"
AOSTA, 27 novembre 2008 - Dovevano partire tra ieri e oggi per fare ritorno in Italia, invece sono bloccati in Thailandia, dove gli aereoporti sono chiusi per le manifestazioni di protesta di questi giorni: è l'odiessea di 300 turisti italiani bloccati a Bangkok.
Tra questi, anche Massimo Denarier, poliziotto in servizio alla procura di Aosta, in vacanza con la moglie. ‘’Siamo andati all’ambasciata italiana poco fa - racconta all’Ansa - e ci hanno detto che non possono fare nulla. La compagnia ci ha spostato il volo al 7 dicembre, prima e’ impossibile perche’ l’aeroporto, quando e se riaprira’, dovra’ smaltire una mole di traffico eccezionale. Abbiamo proposto che venisse organizzato un volo di rimpatrio per gli italiani ma ci e’ stato risposto che mancano i fondi’’.
’’Ciascuno - ha aggiunto - deve pagarsi vitto e alloggio in questi giorni extra con evidenti problemi. Non so se qualcuno ci rimborsera’. E ogni giorno, come ci e’ stato detto all’ ambasciata, il numero di turisti bloccati, italiani compresi, e’ destinato ad aumentare esponenzialmente’’.