A Bangkok ferite oltre 40 persone all’esterno della sede del Governo. Lo scalo internazionale Suvarnabhumi, occupato da oltre cinque giorni, resterà chiuso fino a lunedì. Chieste le dimissioni del premier Somchai Wongsawat, accusato di corruzione
Bangkok, 29 novembre 2008 - L’esplosione di una bomba a mano ha ferito 46 persone a Bangkok tra i manifestanti anti-governativi che da agosto occupano la sede del Governo nella capitale thailandese e impediscono a chiunque di entrarvi. Lo ha reso noto un portavoce dei servizi sanitari di emergenza. L’esplosione è avvenuta all’esterno della sede del Governo poco prima della mezzanotte (ora locale) tra i militanti dell’Alleanza del Popolo per la Democrazia (Pad).
Intanto le autorità tailandesi hanno comunicato che l’aeroporto internazionale di Bangkok, occupato da martedì da manifestanti anti-governativi, rimarrà chiuso almeno fino a lunedì sera perché i dimostranti si rifiutano di lasciare gli edifici. Circa duemila poliziotti sono dispiegati intorno al Suvarnabhumi, uno dei principali scali asiatici, dove da giorni i voli sono stati interrotti a causa delle proteste.
Il direttore dell’aeroporto, Serirat Prasutanont, ha spiegato che il blocco ha costretto a prolungare la chiusura del terminal almeno fino alle 18 di lunedì. I manifestanti, che chiedono le dimissioni del premier Somchai Wongsawat, accusato di corruzione, hanno occupato entrambi gli aeroporti della capitale, il Suvarnabhumi e da mercoledì il Don Mueang (voli interni). Le proteste hanno compromesso il traffico aereo di Bangkok dove circa 100mila turisti stranieri, tra cui 500 italiani, attendono di poter ripartire.