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PAKISTAN

Islamabad, il Marriot riapre 3 mesi dopo le bombe
"L'abbiamo trasformato in una vera fortezza"

Davanti c'è un muro antibomba di 3,5 metri di altezza e di 4 metri di spessore, capace di assorbire una esplosione paragonabile a quella del 20 settembre, quando un camion kamikaze con 600 chili di esplosivi causò 60 morti e 250 feriti

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Pakistan, l'hotel Marriott a islamabad (Ftoto AP/LaPresse) Islamabad, 28 dicembre 2008 - L’hotel di lusso Marriott di Islamabad, restaurato e “trasformato in una fortezza”, ha riaperto oggi, tre mesi dopo essere stato devastato da un attentato suicida.
”Ho trasformato quest’hotel in una fortezza”, ha esclamato Sadruddin Hashwani, il proprietario, accendendo delle candele davanti ai ritratti dei suoi impiegati periti il 20 settembre scorso nell’esplosione, davanti al lussuoso complesso, di un camion imbottito con 600 chili di esplosivi e guidato da un kamikaze.

 

L’attentato, in cui morirono 60 persone e oltre 250 rimasero ferite, sconvolse letteralmente il cuore della capitale pachistana, vicino com’era al palazzo presidenziale e a numerosi ministeri. Oltre agli abitanti di Islamabad, il devastante attacco scioccò la comunità di stranieri che al Marriott incontrava abitualmente le elite locali e che qui perse quella sera l’ambasciatore della Repubblica ceca. “Provo una profonda pena ricordando oggi quei grandi soldati che impedirono ai terroristi di entrare nell’hotel”, ha dichiarato Hashwani, gli occhi pieni di lacrime, nel corso della cerimonia di riapertura.


Poco dopo l’attentato e l’incendio che è seguito, Hashwani, uno degli uomini più ricchi del Pakistan, si era impegnato a ricostruire l’hotel, promettendo di farne una “fortezza” ancora più solida di prima. A questo fine ha mobilitato più di 2.000 operai. Una sessantina delle 289 camere dell’hotel sono disponibili da oggi e il resto lo sarà da qui al marzo prossimo.


Il nuovo Marriott ha fatto suoi i “nuovi concetti di sicurezza” volti a dissipare i timori dei clienti, assicurano. Davanti all’hotel dipinto di fresco si erge un muro antibomba di 3,5 metri di altezza e di 4 metri di spessore, capace secondo i proprietari di assorbire una potente esplosione paragonabile a quella del 20 settembre. Per entrare, ciascun visitatore dovrà passare al vaglio di un sistema antibomba dotato di scanner sofisticati. L’hotel non avrà più alcun parking, e anche i clienti più importanti dovranno scendere davanti all’ingresso principale e il loro veicolo dovrà allontanarsi rapidamente. “La gente potrà sentirsi sicura in quest’hotel perché vi abbiamo installato i migliori dispositivi di sicurezza possibili”, ha concluso Hashwani.










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