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CELEBRAZIONI

Cuba, mezzo secolo di rivoluzione
Castro: "Vittoria doppia per l'odio Usa"

Nessun leader straniero presente alle celebrazioni. Il fratello del lider maximo: "La rivoluzione sopravviverà altri 50 anni" 

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fidel e raul castro L’Avana, 2 gennaio 2009 - Festa forse un po' sottotono - con solo 3mila partecipanti - per i cinquanta anni dalla deposizione del dittatore Fulgencio Batista da parte dei “barbudos” di Fidel Castro, il primo gennaio 1959.

Il regime comunista cubano ha cominciato ieri le celebrazioni, in un paese indebolito da tre devastanti uragani e con la prolungata assenza del “lider maximo”.
Il fratello di Fidel, Raul Castro, presidente dal febbraio 2008, ha assicurato che la rivoluzione sopravvivrà ancora una cinquantina d’anni, “che saranno anche sinonimi di lotta permanente”. Qualche anno fa, Raul Castro aveva dichiarato durante un discorso all’università dell’Avana: “Questa rivoluzione può distruggersi da sola” ma se succedesse “sarebbe un nostro errore”.

 

’’Sappiamo che Fidel sta festeggiando con noi questo evento che ha segnato la storia dell’America Latina e dell’umanita’’’, ha detto un presentatore all’inizio della cerimonia. Alle celebrazioni partecipano 3.000 persone. Oltre agli esponenti del governo e ai comandanti e generali protagonisti della ‘Revolucion’, e’ presente il ministro degli esteri venezuelano Nicolas Maduro. La cerimonia e’ trasmessa in diretta dalla tv cubana.

 

 Le celebrazioni del cinquantenario della rivoluzione castrista, all’insegna dell’austerity, con danze e concerti in tutta l’isola, marcano il lancio di un nuovo anno di miglioramento della vita quotidiana per i cubani.
Gli 11,2 milioni di abitanti si rallegrano di poter, nel 2009, disporre di maggior liquidità, visto che Raul Castro ha legalizzato in parte la proprietà privata. Inoltre, è stato autorizzato il possesso di un telefonino e sono consentiti alcuni spostamenti.


L’elezione di Barack Obama negli Stati Uniti suscita inoltre nuove speranze nei cubani, che hanno visto passare dieci presidenti statunitensi dopo la rivoluzione. Il presidente eletto ha proposto di dialogare con i dirigenti cubani e ha promessi di togliere immediatamente le restrizioni sui viaggi e sui trasferimenti di fondi dei cubani-statunitensi verso l’isola.

 

E i 50 anni della Rivoluzione cubana costituiscono, secondo Raul Catsro,  una ‘’vittoria doppiamente meritoria, perche’ e’ stata raggiunta nonostante tutto il malsano odio e il desiderio di vendetta del poderoso vicino’’. ’’Tutte le amministrazioni americane non hanno fatto altro che cercare di forzare un cambiamento del regime a Cuba, usando una maniera o l’altra, con maggiore o minore aggresivita’’, ha aggiunto Raul Castro.


Citando l’eroe nazionale Jose Marti’, il presidente ha detto che i cubani hanno imparato che ‘’la liberta’ e’ molto costosa e bisogna o rassegnarsi a vivere senza di lei, oppure ottenerla malgrado il suo costo’’.
La parola d’ordine, ha detto Raul, in questo mezzo secolo e’ stata ‘’resistere’’: ‘’E’ stata una resistenza ferma, lontana da fanatismi, basata su solide convinzioni e con tutto un popolo disposto a difenderle a qualsiasi prezzo’’


Nessun leader straniero è stato presente durante il discorso di Raul Castro, tenuto su una piccola spianata dell’Avana. Il presidente boliviano Evo Morales è rimasto a La Paz, anche se aveva annunciato il suo arrivo. Lo stesso ha fatto il presidente venezolano, rimasto a Caracas. I responsabili cubani avevano previsto feste grandiose, ma i tre uragani di settembre e ottobre scorsi, che hanno causato danni per circa 10 miliardi di dollari (7 miliardi di euro) di danni, hanno appesantito il bilancio. La crescita economica del 2008 è stata del 4,3 per cento, la metà del previsto.










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