Partita l'offensiva di terra. Bombardamenti su alcune postazioni di Hamas. La presidenza Ue: "Azione difensiva". Dura la condanna francese. Riunione d'emergenza del consiglio di sicurezza dell'Onu
Tel Aviv, 3 gennaio 2009 - A una settimana dall’inizio dell’operazione Piombo fuso, le truppe israeliane sono penetrate poco dopo le 19 nella Striscia di Gaza dopo un intenso tiro di artiglieria che ha martellato dal pomeriggio la zona orientale dell’enclave costiera. Primi scontri diretti tra israeliani e miliziani di Hamas e prime vittime da entrambe le parti. Fonti palestinesi riferiscono dell’uccisione di un bambino e il ferimento di altri 11persone. Hamas rivendica l’uccisione di diversi soldati israeliani ma Tsahal nega e afferma di aver ucciso una trentina di miliziani.
Sul fronte diplomatico in serata si terrà al Palazzo di vetro una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu convocata su richiesta del presidente dell’Anp Abu Mazen che, benchè rivale di Hamas, ha condannato "vigorosamente l’aggressione israeliana". La presidenza di turno dell’Ue, dal primo gennaio in mano alla repubblica Ceca, ha inizialmente giustificato l’attacco come "un’azione difensiva" per poi correggere il tiro criticandolo: "Il diritto inalienabile di uno Stato a difendersi non lo autorizza a compiere azioni che coinvolgono massicciamente i civili". Al momento è confermata per domani la missione del ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg, che domani sarà a Gerusalemme insieme al collega francese Kouchner e allo svedese Bildt. Lunedì sarà la volta di Nicolas Sarkozy.
Sul fronte militare le operazioni sono in corsa. Diverse colonne di carrarmati israeliani appoggiata da elicotteri d’attacco sono penetrata nella Striscia di Gaza da nord approfittando dell’oscurità. La marina iasreliana ha invece bersagliato le posizioni di Hamas sulla costa.
Intanto il governo israeliano ha autorizzato il richiamo di decine di migliaia di riservisti e ha posto in stato di allerta il Nord del Paese per scongiurare un possibile attacca con razzi da parte delle milizie sciite di Hezbollah dal LIbano meridionale. Siamo pronti "a qualsiasi evenienza", ha detto il ministro della difesa israeliano Ehud Barak. Le truppe sono entrate da più fronti e le operazioni "dureranno molti giorni", ha spiegato un portavoce dell’esercito, chiarendo che l’obiettivo in questa fase è "di distruggere l’infrastruttura terroristica di Hamas nelle zone di operazione assumendo il controllo di diverse postazioni di lancio di razzi utilizzate da Hamas". Il portavoce ha aggiunto che "i civili residenti nella Striscia di Gaza non sono un obiettivo ma chi nasconderà armi o aiuterà i terroristi sarà trattato alla loro stregua".
Da parte sua, Abu Obeida il portavoce delle brigate Ezzedine al Qassam, il braccio armato di Hamas, ha dichiarato che Israele "pagherà un pesante tributo". Sulla stessa linea un altro portavoce del movimento di resistenza islamico, Ismail Radwan, che ha preconizzato alle truppe israeliane: "Gaza, con l’aiuto di Dio, sarà il vostro cimitero".
ONU
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha chiesto l’immediata cessazione dell’offensiva di terra israeliana a Gaza e in una telefonata al premier Ehud Olmert ha espresso la sua "profonda preoccupazione e delusione" per gli sviluppi. Ban, alla vigilia della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha chiesto a Israele di garantire la sicurezza della popolazione civile di Gaza e ha esortato le potenze regionali e internazionali a esercitare tutta la loro influenza per porre fine "all’eccidio e alle sofferenze" dei palestinesi nell’enclave costiera.
BOMBE SULLA MOSCHEA
L’artiglieria israeliana ha aperto il fuoco contro il confine orientale della Striscia di Gaza. Lo hanno riferito testimoni oculari. Secondo i testimoni l’artiglieria Tsahal ha aperto il fuoco alle 16.30 ora locale (le 15.30 in Italia) colpendo Beit Hanoun, Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza e nel settore di Khan Younes nel sud.
Colpita moschea. E’ di almeno 16 morti il bilancio delle vittime palestinesi dell’attacco israeliano contro una moschea (Ibrahim al-Maqadmé ) nell’ora di preghiera a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. Tra le vittime anche quattro bambini, di cui due fratelli di 10 e 12 anni. Le vittime si trovavano all’interno dell’edificio andato completamente distrutto.
Almeno 60 persone sono rimaste ferite, alcune sono in condizioni molto gravi. Al momento dell’esplosione, che secondo Al Jazeera sarebbe stata causata da un colpo di artiglieria, all’interno della moschea si trovavano oltre cento fedeli.
Anche questa notte, i militari di Tsahal hanno bombardato alcune postazioni di Hamas in territorio palestinese. Un alto dirigente del gruppo, Abu Zakaria al Jamal, è rimasto ucciso, mentre sembra imminente l’inizio di un’operazione terrestre. Secondo alcuni organi d’informazione internazionali, si tratterebbe di una questione di ore. Intanto una fregata e un sommergibile al largo della costa a nord-ovest di Gaza hanno aperto il fuoco, stamane, contro una banchina dove sono ormeggiati dei pescherecci. In contemporanea aerei dell’aviazione israeliana stanno bombardando il sud-ovest, in particolare l’area abitata di Zayituna. Sono stati colpiti alcuni villaggi, per lo più disabitati e senza corrente elettrica.
Il quotidiano britannico ‘Times’, in particolare, specifica che il via libera all’attacco sarebbe arrivato dopo lo sgombero degli stranieri dal territorio in mano a Hamas. Gli israeliani - scrive il giornale - hanno approntato “centinaia di soldati e carri armati” per l’invasione della Striscia, in una operazione destinata a “schiacciare l’ala militare di Hamas”. I militari, adesso, sarebbero in attesa soltanto dell’ordine di attacco da parte dei leader dello Stato ebraico.
E secondo Al Jazeera, Israele ha scelto di avvertire i civili della Striscia sui pericoli della grande offensiva militare in corso con un messaggio telefonico registrato in lingua araba che invita tutti i palestinesi di Gaza a lasciare le proprie abitazioni. Secondo la tv panaraba, l’offensiva odierna e l’avvertimento telefonico ai palestinesi sarebbero il preludio a una grande operazione terrestre, anche se a est al momento non si registrano movimenti particolari di truppe. I soldati e i carri armati israeliani sono fermi in attesa di un eventuale ordine di attacco.
Israele ha fatto sapere di avere colpito, finora, almeno 900 obiettivi strategici di Hamas. Finora gli attacchi aerei, che hanno provocato oltre 430 vittime, almeno cento delle quali civili, non sono riusciti a bloccare il lancio di razzi palestinesi verso Israele. Hamas, per bocca del suo leader in esilio a Damasco, Khaled Meshaal, ha già anticipato che “non si arrenderà mai” e che una eventuale operazione di terra si risolverà in una tragedia per Israele.
Hamas ha affermato che risponderà alle iniziative di Tsahal con sequestri e altri attacchi con razzi. Le Brigate al Qassam, ramo armato di Hamas, ha affermato, inoltre, di aver respinto un’incursione di membri delle forze speciali israeliane che tentavano di superare la frontiera con la Striscia di Gaza.
Intanto, questa mattina, un razzo Grad lanciato dalla striscia di Gaza ha centrato in Israele una casa in un quartiere di Ashqelon, provocando un incendio. Lo ha riferito la radio pubblica precisando che la casa era disabitata e che perciò non ci sono vittime.
Finora ammontano «approssimativamente» a 750 gli attacchi aero-navali sulla Striscia di Gaza compiuti da Israele negli otto giorni trascorsi dall’inizio dell’operazione ‘Piombo Fuso': lo ha riferito un portavoce dell’Esercito dello Stato ebraico, aggiungendo che nello stesso arco di tempo sul territorio israeliano si sono abbattuti circa cinquecento razzi e non meno di tre salve di mortaio.
Nel frattempo fonti ospedaliere a Gaza hanno denunciato che il numero dei palestinesi uccisi a causa dai raid è salito come minimo a 435, cui vanno aggiunti 2.285 feriti; tra coloro che hanno perso la vita, in particolare, 75 erano bambini e 21 erano donne. In Israele invece i morti sono stati quattro, di cui tre civili e un soldato, mentre i feriti ammontano a diverse decine.