L'alpinista morta è Elena Senin, di 38, nata a Invrea, che da anni risiede a Milano. Con lei ha perso la vita anche Federico Campanini, la guida argentina. I soccorritori stanno scendendo con i tre italiani sopravvissuti
Buenos Aires, 9 gennaio 2009 - L'agenzia stampa ANSA ha avuto conferma dal console italiano a Mendoza, Pietro Tombaccini, che la vittima italiana è Elena Senin. Assieme all’alpinista morta nell’Aconcagua e’ deceduto anche Federico Campanini, la guida argentina che faceva parte della spedizione italiana.
Elena Senin (nella foto), di 38, nata a Invrea, da anni risiede a Milano ed è nipote di Angelo Senin, storica famiglia bolognese.
Sta procedendo ‘’bene’’ la discesa dei tre alpinisti italiani raggiunti nelle ultime ore nel luogo dove erano rimasti bloccati, a circa 6.600 metri, vicino alla vetta dell’Aconcagua: lo riferiscono fonti in contatto con la squadra di salvataggio, precisando che i tre ‘’vengono portati in barella’’.
’’I soccorritori sono una ventina e stanno scendendo con i sopravvissuti verso il rifugio di Independencia, a circa 6.200 metri’’, ha detto all’ANSA Guido Losa, che ha seguito fin da ieri le operazioni di soccorso. ‘’Queste cose si valutano sul momento, ma se ci riusciranno, i soccorritori potrebbero arrivare - ha precisato - anche ad una quota piu’ bassa, nel campo base di Berlin, a 5.900 metri’’.
’’I nostri uomini stanno utilizzando un sistema di staffette per il trasporto delle barelle che sta dando buon risultato, perche’ permette di risparmiare energia’’, ha aggiunto Losa, precisando che ‘’le condizioni meteo stanno aiutando l’operazione’’.
LA VITTIMA
Una delle vittime, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe originario della provincia di Savona. Questa mattina, dopo ore di ricerche, i superstiti e la guida argentina che li accompagnava sono stati localizzati da un elicottero di soccorso, a quota 6.600 metri. La Farnesina ha già contattato i familiari dei quattro, ma non c’è ancora conferma su chi è morto.
Secondo fonti argentine, della cordata facevano parte due uomini, Matteo Refrigerato, di 35 anni e Mirko Affasio di 39, entrambi originari di Cairo Montenotte, nel savonese, e due donne, Marina Attanasio, di 38 anni, di Milano ed
Antonella Targa, la quinta italiana della spedizione, di origini venete ma residente a Sant’Agata Bolognese, dove è direttore di stabilimento di una piccola azienda di stampaggio plastico, è invece scesa prima dalla montagna ed è ora in salvo.
IL MARITO DELL'ALPINISTA SALVA: "E' AFFRANTA E DISPERATA"
Il marito di Antonella Targa, l'alpinista di Sant’Agata Bolognese che era nella spedizione di italiani sull’Aconcagua in Argentina, rassicura gli amici sulle condizioni della donna. "L’hanno portata giù in elicottero a Penitentes a 200 metri circa perchè era già da troppo tempo in quota e non poteva fare nulla. E’ affranta e disperata" ha scritto agli amici che sul forum del sito di avventure fuoristrada.it chiedevano aggiornamenti sulle condizioni della moglie.
Antonella, grande appassionata di viaggi, sul sito sentieriafricani.org si definisce una donna che ‘"non nasce alpinista né appassionata di montagna’", ma con una grande "curiosità verso il mondo". Il marito, appassionato per l’arrampicata, istruttore del Cai e titolare di un’azienda di stampaggio plastico a Sant’Agata Bolognese, l'ha iniziata "ai viaggi overland e le ha fatto conoscere in particolare l’Africa, nera e del nord".
In un articolo uscito sul ‘Giorno’, la Targa raccontava la sua esperienza di viaggio con le amiche Elena Senin e Marina Attanasio: "Cominciai arrivando di fronte al Kilimangiaro, quel giorno dissi a mio marito: ti lascio alle tue traversate sahariane, io voglio vedere il mondo dall’alto"’. Poi sempre in giro per il mondo: dal Bhutan alla Giordania passando per l’Etiopia, Nepal, Namibia, Turchia, Venezuela.
Accorsi ha raccontato al Tg5: "Erano tutti molto preparati e motivati, non c’erano difficoltà particolari che non potessero affrontare. L’unica incognita era la quota"’. E sul forum solo ieri il marito della bolognese scriveva: ‘"Mi ha chiamato ora Antonella, lei ha rinunciato poco prima della cima ed è arrivata ora al campo base, gli altri sono saliti ma sono stati bloccati dal maltempo e stanno partendo i soccorsi". Poi: "’Ho sentito di nuovo Antonella, ha parlato con i massimi responsabili dei soccorsi, dicono di non credere a nessuna notizia se non quelle che darà lei, non sanno ancora nulla solo che hanno fatto le segnalazioni all’elicottero e basta. Tutte le squadre stanno convergendo nel punto del segnale, sono circa quaranta persone esperte che stanno salendo".
"SONO SALITI SENZA LA GUIDA ESPERTA, SCESA AD ACCOMPAGNARE LA TARGA AL CAMPO BASE"
I quattro italiani, di cui uno avrebbe perso la vita, in difficoltà nella discesa della vetta dell’Aconcagua, sono saliti con un amico argentino in veste di guida, Federico Campanini, conosciuto in un trekking precedente, ma del quale non si conoscono le precedenti esperienze. Lo spiega Marcello Cominetti, uno dei titolari della ‘Star Mountain’, la piccola agenzia specializzata che ha organizzato parte del viaggio del gruppo.
"Loro avevano una nostra guida locale patentata e sicuramente esperta dell’Aconcagua - spiega Cominetti, anche lui alpinista - ma che ha accompagnato la terza donna del gruppo che ha scelto di tornare indietro, Antonella Targa, al campo base prima dell’ascesa della vetta. Gli altri quattro hanno invece scelto di proseguire con il loro amico argentino’’.
E’ lui, secondo le informazioni giunte a Star Mountain, che ha la radio e ha avvisato dell’incidente, lanciando la richiesta di soccorso. ‘’Per quanto ne so - prosegue Cominetti - durante la discesa le condizioni meteo sono decisamente peggiorate e probabilmente hanno sbagliato strada. Mi risulta infatti che fossero legati, per cui si devono essere resi conto di essere su un terreno molto peggiore rispetto a quello previsto, quando uno del gruppo e’ scivolato, trascinando in parte gli altri’’.
Secondo gli organizzatori del viaggio, che hanno fornito voli e logistica al gruppo, i quattro italiani non sono alpinisti professionisti, ma buoni conoscitori della montagna: quasi tutti avrebbero già scalato alcune facili vette himalayane e diverse montagne alpine. I cinque, compresa la donna che e’ tornata al campo base, sono partiti dal’Italia per l’Argentina il 3 gennaio scorso e hanno subito iniziato l’ascesa dell’Aconcagua.