Stando a stime delle Nazioni Unite, tra la fine di gennaio e metà aprile sono stati uccisi 6.500 civili e altri 14.000 sono rimasti feriti. In quattro mesi, l’Onu ritiene che siano quasi 200.000 le persone fuggite
Colombo, 11 maggio 2009 - Oltre 100 bambini sono rimasti uccisi nei bombardamenti lanciati lo scorso fine settimana nella regione nord-orientale dello Sri Lanka. E’ quanto riferisce oggi un portavoce delle Nazioni Unite a Colombo, denunciando un “bagno di sangue”. Ieri le autorità sanitarie locali hanno riferito della morte di almeno 378 civili.
”L’uccisione di civili, tra cui 100 bambini, durante il fine settimana, dimostra che si è ormai concretizzato lo scenario di un bagno di sangue”, ha commentato alla France presse un portavoce dell’Onu, Gordon Weiss. Costretti lungo una fascia costiera di quattro chilometri quadrati nel nord-est dell’isola, i ribelli delle Tigri di liberazione dell’Eelam tamil (LTTE) hanno riferito ieri di “oltre 2.000 civili innocenti uccisi nel corso delle ultime 24 ore” nei bombardamento lanciati dall’esercito governativo.
Stando a stime delle Nazioni Unite, tra la fine di gennaio e metà aprile sono stati uccisi 6.500 civili e altri 14.000 sono rimasti feriti. In quattro mesi, l’Onu ritiene che siano quasi 200.000 le persone fuggite dai combattimenti e riparate in campi situati nel nord, dove la stampa ha accesso limitato. Dopo 37 anni di violenze, il governo di Colombo ritiene di aver sconfitto i ribelli, che tra il 2006 e il 2007 controllavano un terzo dei 65.000 chilometri quadrati dell’isola.