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BRUXELLES

Voleva tre stelline, se ne trova 56
Diciottenne denuncia tatuatore

Kimberley Vlaeminck aveva dichiarato di essersi appisolata, e al suo risveglio la sgradita sorpresa di una galassia di piccoli tatuaggi che le coprono il viso. Ma alla trasmissione 'De Jakhalzen' rivela di aver mentito per non far arrabbiare papà

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Kimberley Vlaeminck (Epa) Bruxelles, 17 giugno 2009 - Kimberley Vlaeminck, la ragazza con la 'Via Lattea sulla faccia' ha ammesso la verità: voleva 56 stelline ma per non fare arrabbiare il padre ha dato la colpa al tatuatore. Questa almeno la versione ricostruita nella trasmissione 'De Jakhalzen', che a telecamere ufficialmente spente avrebbe ammesso di aver voluto lei stessa il tatuaggio di 56 stelline, e di non averne chieste solo tre come inizialmente aveva dichiarato.

Del resto il tatuatore aveva subito smentito la giovane parrucchiera belga, (che aveva dichiarato di essersi addormentata e di non essersi accorta del doloroso tattoo sulla faccia): ‘’La ragazza - aveva detto - mi ha chiesto delle stelle e delle stelle ha avuto. Punto. All’inizio era molto contenta. Poi ha cambiato atteggiamento quando il padre l’ha vista’’.

‘’Guardatemi qua come sono brutta. Praticamente mutilata". Questa fu la reazione della 18enne, quando sul viso si è trovata, invece delle 3 stelline che aveva chiesto al tatuatore, una galassia di 56 disegni. La ragazza sotto shock aveva spiegato: ‘’L’uomo parlava solo francese. E questo e’ stato un problema: io parlo solo olandese e un po’ di inglese’’.
 

Kimberley era entrata circa una settimana fa nel negozio Tatoo Box assieme al padre, che le voleva regalare il tatuaggio. Ad accompagnarla anche il fidanzato e la sorella. Quando i tre sono andati a prendersi un gelato, lei e’ rimasta sola col tatuatore.


L’uomo, secondo la ricostruzione fornita da Kimberley agli inquirentiavrebbe fatto un disegno con molte stelle e lei avrebbe ribadito di volerne solo tre. Quando lui ha iniziato a lavorare, la ragazza si sarebbe appisolata. ‘Gli ho detto almeno tre volte di smettere - e’ la tesi di Kimberley -. Ma lui mi ha detto che doveva lavorare ancora un po’ sui colori. Improvvisamente mi ha chiesto se doveva colorare anche le due ultime stelle grandi. Sono caduta dalle nuvole, non sapevo di che stelle stesse parlando’’. E da lì è scattata la denuncia al tatuatore, il parigino Rouslain Toumaniantz, che da pochi mesi lavora nella citta’. Ma oggi la verità sarebbe finalmente venuta a galla.










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